VENEZIA – C’è chi torna, chi sorprende, chi sperimenta. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 il cinema italiano si prende la scena. Dal 27 agosto al 6 settembre, il Lido sarà più tricolore che mai: cinque film in concorso e una costellazione di titoli nelle sezioni collaterali. Un’edizione che, ancora una volta, racconta la varietà e la vitalità del nostro cinema. Non solo autorialità, ma anche memoria, musica, documenti, serie tv e storie che osano.
I cinque italiani in corsa per il Leone d’Oro
A inaugurare ufficialmente la Mostra sarà La grazia di Paolo Sorrentino, attesissimo ritorno del regista napoletano dopo È stata la mano di Dio (Gran Premio della Giuria a Venezia 78 nel 2021) e il progetto Parthenope passato a Cannes 2024. In concorso anche Leonardo Di Costanzo, che dopo Ariaferma (David di Donatello 2022) torna con Elisa; Pietro Marcello, che prosegue la sua esplorazione degli archivi culturali con Duse; Franco Maresco, pronto a scuotere il pubblico con il provocatorio Un film fatto per bene; e Gianfranco Rosi, Leone d’Oro nel 2013 con Sacro GRA, che torna con Sotto le nuvole.
Fiction fuori gara: ritorni, scommesse, libertà
Nella sezione Fuori Concorso, ritroviamo autori amatissimi come Antonio Capuano con L’isola di Andrea, mentre Andrea Di Stefano firma Il Maestro. Occhi puntati su Luca Guadagnino che, dopo il progetto Challengers e il biopic Queer presentato a Berlino 2025, approda al Lido con After the Hunt. Spazio anche a Paolo Strippoli, che torna con La valle dei sorrisi, e all’universo visivo di Virgilio Villoresi, qui con Orfeo.
Quando il cinema incontra la musica
Nella sezione Cinema e Musica, tre ritratti italiani si intrecciano tra rock e cantautorato: Nino. 18 Giorni di Toni D’Angelo omaggia il padre Nino D’Angelo; Piero Pelù. Rumore dentro di Francesco Fei esplora la voce più ruvida del rock italiano; Francesco De Gregori Nevergreen di Stefano Pistolini racconta il cantautore tra parole, politica e poesia.
Serie italiane al Lido: Sollima, Bellocchio, Artale
Anche la serialità parla italiano. In cartellone troviamo Portobello di Marco Bellocchio, nuovo capitolo televisivo per l’autore di Esterno Notte (2022); Il Mostro di Stefano Sollima, che torna alla tensione urbana; e Un Prophète, adattamento del classico di Audiard, firmato da Enrico Maria Artale, premiato nel 2023 a Venezia 80 con El Paraíso (miglior sceneggiatura nella sezione Orizzonti).
Orizzonti e le voci femminili
Due autrici italiane anche nella sezione Orizzonti, che da sempre accoglie i linguaggi più coraggiosi. Carolina Cavalli, dopo Amanda (2022), presenta Il rapimento di Arabella e Laura Samani, rivelazione con Piccolo corpo (2021), torna con Un anno di scuola.
Documentari, memoria e sguardi italiani
Nel comparto documentaristico, Roberto Andò firma Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra, mentre Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi proseguono il loro lavoro d’archivio con I Diari di Angela – Noi due cineasti. Capitolo Terzo. Nei Venezia Classici, torna la memoria del cinema muto con Elvira Notari: Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci, che riporta alla luce la figura seminale della prima regista del nostro cinema.
Tra Spotlight e chiusura
In Venice Spotlight, sezione che accende i riflettori sui titoli fuori dagli schemi, arriva Daniele Vicari con Ammazzare stanca, mentre nella serata finale del Festival sarà sullo schermo Chien 51 di Cédric Jimenez, sci-fi con Valeria Bruni Tedeschi tra i protagonisti italiani in un cast internazionale.
Altro che comparse: l’Italia al Lido è protagonista. E con una line-up così, la vera attesa è vedere chi saprà emozionarci di più, chi farà parlare, chi resterà. Perché a Venezia, più dei premi, conta la traccia che lasci. E quest’anno il cinema italiano è pronto a lasciarla.
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