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Under the Silver Lake | Ma che fine ha fatto il film con Andrew Garfield?

Los Angeles, un killer e una ragazza scomparsa per un omaggio al cinema. Svanito nel nulla…

Under The Silver Lake
Una scena di Under The Silver Lake.

MILANO – Cosa permette ad un film di uscire dallo schermo per entrare nella mente degli spettatori? La capacità di costruire sequenze, personaggi o dialoghi che continuano a riaffiorare nella mente di chi guarda. È quello che è successo nel 2014 con It Follows di David Robert Mitchell, uno dei migliori horror del XXI secolo, in cui potenza visiva, cenni socio-culturali e una vena ironica si fondono con una minaccia invisibile quanto inconscia. E come per It Follows, che uscì nelle nostre sale con due anni di ritardo rispetto alla distribuzione oltreoceano, anche l’ultima fatica di Mitchell, Under the Silver Lake, doveva arrivare in digitale a quattro anni dal passaggio a Cannes e invece è sparito nel nulla. Introvabile.

Under The Silver Lake
Un’illustrazione di Under The Silver Lake di Brianna Ashby

Ma com’era? Noi lo avevamo visto in tempi non sospetti. Definizione? Un neo noir. Una black comedy. Un thriller cospirazionista. Difficile racchiudere Under the Silver Lake sotto un genere. Il film di David Robert Mitchell è un pastiche che guarda alla vecchia Hollywood e al cinema europeo degli anni Sessanta così come a Paul Thomas Anderson (Vizio di forma), David Lynch (Mulholland Drive) o ai Coen (Il Grande Lebowski). «Sono un grande fan di tutti quei film noir su Los Angeles» – aveva dichiarato il regista – «Questa è una delle ispirazioni ma ce ne sono molte altre. Michelangelo Antonioni è certamente un’influenza per la caratteristica errante del protagonista. Inciampa in varie situazioni e la domanda è: quale importanza hanno tutte queste cose per il mistero centrale?».

Una scena del film

Già perché il protagonista del film, il trentatreenne Sam (Andrew Garfield, che è sempre perfetto), senza un lavoro o un obiettivo a lungo termine passa le sue giornate a spiare i vicini dal suo appartamento nel quartiere di Silver Lake – un tempo chiamato Edendale, cuore degli Studios cinematografici di Los Angeles – e a cercare significati nascosti in canzoni e giochi a premi. Almeno fino a quando un misterioso assassino di cani non terrorizza la zona e dà il via alle labirintiche indagini dell’uomo che lo portano a imbattersi in una fanzine – chiamata Under the Silver Lake – in cui si ipotizza che l’identità del killer sia quella di un’aspirante attore del cinema muto geloso della fortuna dei suoi colleghi a quattro zampe.

Under The Silver Lake
La fanzine Under The Silver Lake

Letta così quella del film sembra una storia nata dalla mente di Hunter S. Thompson, vero? Beh sappiate che c’è molto di più tra bellissime ragazze scomparse, simboli misteriosi, vecchi miliardari fatti fuori, confezioni di cereali, statue di James Dean, gruppi alternative rock e cospirazioni mondiali. «Il film è un mystery che contiene molti misteri al suo interno e alcuni dei personaggi potrebbero essere considerati loro stessi dei misteri», ha chiarito Mitchell, «Spiegherò qualcuno di loro? No».

Mitchell omaggia l’ultimo film (incompiuto) con Marilyn: Something’s Got to Give

Il patto è chiaro: non cercate risposte ma lasciatevi trasportare dal viaggio lisergico di Sam in una Los Angeles piena zeppa di segreti, grottesca, eccessiva e artefatta come il lago di Silver Lake. Una lunga e ingarbugliata caccia al tesoro in cui David Robert Mitchell dissemina indizi e omaggi al cinema, da Alfred Hitchcock a Marilyn Monroe, da Viale del Tramonto a Nicholas Ray, da Spider-Man a Stanley Kubrick passando per Velluto Blu e le colonne sonore di Bernard Herrmann che riecheggiano nello score di Disasterpeace. Pura gioia per ogni cinefilo. Potessero vederlo tutti…

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Qui potete ascoltare un brano della colonna sonora del film:

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