in

Mekhi Phifer: «Truth Be Told e la nostra ossessione per le storie true crime»

La seconda stagione della serie Apple TV+ è disponibile ogni venerdì con un nuovo episodio

Mekhi Phifer in una scena della seconda stagione di Truth Be Told
Mekhi Phifer in una scena della seconda stagione di Truth Be Told

MILANO – Dopo il successo della prima stagione, continua su Apple TV+ la serie true crime creata da Nichelle Tramble Spellman, Truth Be Told. Tratta dal romanzo di Kathleen Barber, la serie segue Poppy (Octavia Spencer), una giornalista che conduce un podcast di news e investigazioni, tentando di risolvere omicidi. Nel cast anche Kate Hudson, Ron Cephas Jones, Mekhi Phifer e Michael Beach. E proprio in una roundtable con Mekhi Phifer, che interpreta l’ex poliziotto Markus Knox, abbiamo parlato della nuova stagione della serie e della passione per il genere true crime, tra l’interpretare un poliziotto di colore e i limiti del giornalismo.

Cosa possiamo aspettarci dal tuo personaggio, Markus, nella seconda stagione?

«Beh, nella prima stagione ci sono alcuni riferimenti alla mia ex moglie e alla nostra relazione a pezzi. Ora si inizia con me e mia moglie che ci siamo riconciliati e viviamo tutti insieme con nostra figlia adolescente. In questa seconda stagione abbiamo la possibilità di approfondire com’è questa vita più casalinga. Diventiamo più personali, non solo con me stesso ma anche con gli altri personaggi, vediamo cosa li fa scattare. A partire da Spree, interpretato da Ron Cephas Jones, ma anche tutti gli altri del Motorcycle Club».

Cosa significa oggi interpretare un poliziotto di colore? Sarebbe stato diverso se avessi accettato il ruolo dieci anni fa?

«Bisogna capire che ad essere afro-americano e crescere in America, ti abitui alla relazione tra le persone nella comunità e la polizia. È qualcosa con cui cresci. Specialmente se vieni dalle periferie o da una situazione di cultura hip-hop, se così la vogliamo chiamare. Sarai schedato. È così e basta. Non c’è niente di nuovo, non c’è un “Non ci posso credere”. Quindi accettare questo ruolo dieci anni fa non sarebbe stato diverso. Detto questo Markus è una dicotomia, perché fa parte della comunità ma è anche un ex ufficiale di polizia. Quindi è in una sorta di lotta ed è una dinamica che adoro recitare, perché aggiunge complessità al personaggio e alle sue motivazioni».

Octavia Spencer e Mekhi Phifer nella prima stagione della serie
Octavia Spencer e Mekhi Phifer nella prima stagione della serie

Cosa ti ha attratto all’inizio di Markus?

«Di Markus mi ha attratto il fatto che c’erano infinite possibilità. La scrittura è ottima, penso che Nichelle abbia fatto un ottimo lavoro e dalla sceneggiatura avrebbe potuto essere intimidatorio, triste o arrabbiato. C’era l’intera gamma di emozioni che sarei stato in grado di esplorare con questo personaggio. È stata una di quelle cose in cui, come ho detto, le possibilità erano senza limiti, non era confinato in un’unica strada, in un unico modo di essere. Poteva ruotare tra i due mondi, quello della strada come il Motorcycle Club, ma poi anche avere a che fare con il mondo delle forze di polizia e delle corporazioni. È un individuo a tutto tondo, e questa è la cosa che mi ha intrigato di più».

Cosa vi rende diversi dagli altri show?

«Penso che il fascino di Truth Be Told derivi dal fatto che è una sorta di dramma true crime, è qualcosa con cui tutti ci possiamo relazionare, perché ti puoi veramente vedere in quelle situazioni. Se questa cosa accadesse a te, come la affronteresti? E i personaggi sono sviluppati così bene che puoi seguire le storyline e le loro motivazioni. Quando hai a che fare con il mondo true crime, c’è sempre un nuovo crimine, quindi ogni stagione è sempre un nuovo scenario, nuove situazioni, nuove guest stars come Kate Hudson. Sono sempre attori di prima categoria che vengono intrigati e penso che sia questo che ci rende diversi dagli altri normali show. Non sai cosa avrai, ma quando lo ottieni non puoi smettere di guardare».

Octavia Spencer e Kate Hudson in Truth Be Told

Truth Be Told riflette su giornalismo, podcast e i loro limiti. Ultimamente vediamo informazione e disinformazione correre libere nei media e sul web. Alla luce dello show, dove pensi debbano essere posti questi limiti?

«È un argomento difficile. C’è bisogno di giornalismo responsabile in ogni scenario. Si dovrebbe essere in grado di tirare fuori i fatti e verificarli, in modo che non ci sia solo disinformazione, così che le persone non vengano fuorviate e tu non sia costretto a ritrattare quello che hai pubblicato il giorno prima. È fondamentale avere giornalismo responsabile. E penso che lo show tocchi questi argomenti. Poppy, a causa delle sue emozioni, a volte mette informazioni nel suo podcast di cui non ha tutti i fatti. E proprio perché ha questa passione impellente per far arrivare le parole là fuori, finisce per ingannare i suoi ascoltatori. Insegna ad avere una certa quantità di integrità giornalistica. Anche se tutti vogliono essere i primi a far uscire le news, perché magari gli può valere un Pulitzer, ti insegna a fare delle vere ricerche così che le persone non vengano ferite. Perché quando pubblichi disinformazione, le persone soffrono».

truth be told
Ron Cephas Jones è Spree in Truth Be Told

Perché siamo tutti così ossessionati dal genere true crime?

«Credo che le persone siano intrigate da questo genere perché la persona che ha commesso quel crimine era il vicino di casa, lo zio, il padre, la madre, il figlio di qualcuno. È il classico “Sembrava un così bravo ragazzo, salutava sempre” e invece aveva dieci cadaveri nel seminterrato. È una di quelle cose in cui finisci per entrare in un mondo dove dici “Non ci posso credere”. Quasi come vedere un incidente d’auto o di un treno, vedi il metallo e le fiamme ma devi rallentare e guardarlo perché non puoi credere che stia accadendo di fronte a te. E credo sia questo l’aspetto del true crime che attira così tanto. Alla fine arrivi a guardare le persone sotto un’altra luce e ti costringe ad approfondire le cose andando un po’ più a fondo, senza più dormire sugli allori e rimanere comodi. Devi dire “Ok, devo essere un po’ più cauto”».

  • Volete leggere altre Interviste? Le trovate qui
  • NEWSLETTER | Iscrivetevi qui alla newsletter di Hot Corn!

Qui potete vedere il trailer della seconda stagione di Truth Be Told:

Lascia un Commento

Nomad: In cammino con Bruce Chatwin | Se Werner Herzog omaggia una leggenda

Sognando a New York - In The Heights

Sognando a New York – In The Heights | In streaming il musical di Lin-Manuel Miranda