ROMA – Quanto può essere sottile il confine tra la vita reale e il personaggio che si desidera interpretare? È attorno a questa domanda che ruota Il Protagonista, opera prima scritta e diretta da Fabrizio Benvenuto e prodotta da MG Production di Morena Gentile. Il film sarà distribuito da Emozioni Distribuzione, nuova realtà guidata da Giampietro Preziosa, produttore cinematografico per Inthelfilm. Presentato alla stampa l’8 maggio a Roma, il film vivrà la sua première ufficiale il prossimo 18 maggio al The Space Cinema, alla presenza del cast e di numerosi ospiti.
Ambientato nella capitale, Il Protagonista racconta la storia di Giancarlo Mangiapane, trentenne con un unico grande obiettivo: diventare un attore affermato. Ma mentre i ruoli importanti continuano a non arrivare, Giancarlo finisce per trasformare la recitazione in una dimensione quotidiana, quasi permanente, recitando anche fuori dal set. La svolta sembra arrivare quando il suo agente gli comunica la possibilità di sostenere il provino per il ruolo principale di Clochard, biopic dedicato a Gustavo Noradin, leggendario ballerino di tip-tap degli anni Cinquanta precipitato nel baratro delle dipendenze. Ma la situazione si complica quando Giancarlo scopre che anche il suo coinquilino sta concorrendo per la stessa parte. Da quel momento la rivalità si trasforma in un’ossessione sempre più profonda.
Tra sessioni di preparazione estenuanti, una madre ingombrante e una severa casting director, il protagonista inizia lentamente a perdere il controllo, confondendo progressivamente la propria identità con quella del personaggio che desidera interpretare. Il film costruisce così una discesa sempre più intensa dentro il rapporto ambiguo tra vita e rappresentazione, fino a cancellare quasi del tutto il confine tra realtà e finzione. Nel cast troviamo Pierluigi Gigante, Alessio Lapice, Morena Gentile e Adriano Giannini, insieme a Elisabetta Ventura, Anna Redi, Ermanno De Biagi, Pierfrancesco Nacca, Josafat Vagni e Matteo Amaturo.
Con il suo esordio nel lungometraggio, Fabrizio Benvenuto firma una commedia nera dai toni grotteschi che riflette sul bisogno di riconoscimento, sulle fragilità personali e sulla sottile linea che separa ambizione e autodistruzione. «Il film è un invito a riconoscersi nelle fragilità e nella follia del protagonista, e a trovare nella sua storia una piccola forza per continuare il proprio cammino», racconta il regista. «Dietro ogni risata si nasconde un dolore autentico: quello di chi sogna perché non sa fare altro».
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