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Toy Story 5, parla il regista: cosa aspettarsi dal nuovo capitolo

Il regista anticipa i temi centrali del film, tra nuove sfide esistenziali e il ritorno dei personaggi storici.

ROMA – Toy Story 5 arriverà nelle sale nel 2026 e, stando alle nuove dichiarazioni del regista Andrew Stanton, sarà uno dei capitoli più “adult” e riflessivi della saga. Il filmmaker, intervistato da Empire, ha spiegato che al centro della storia ci sarà un vero e proprio cortocircuito esistenziale: in un mondo dominato da tablet e dispositivi smart, chi si ricorda ancora dei giochi “analogici”?

Lilypad, il tablet che sconvolge la vita di Woody e Buzz

Il primo teaser diffuso da Disney-Pixar ha introdotto Lilypad, un nuovo tablet che fa irruzione nell’universo dei protagonisti. L’arrivo di questo oggetto non rappresenta però il classico “cattivo” da sconfiggere, bensì il simbolo di una trasformazione ormai irreversibile: bambini sempre più attratti dagli schermi e sempre meno dai giocattoli di una volta. Stanton ha sottolineato che la tecnologia non sarà demonizzata: il film vuole interrogarsi su cosa significhi crescere oggi, per i più piccoli ma anche per i genitori, e su come i rapporti affettivi cambino quando il tempo libero viene risucchiato da app e contenuti digitali.

Multi-Buzz: un esercito di ranger spaziali

Oltre al tema “tech vs giocattoli”, Toy Story 5 porterà in scena un’idea visivamente esplosiva: un intero esercito di Buzz Lightyear, il cosiddetto Multi-Buzz. Le prime immagini mostrate in esclusiva a Empire e in altri eventi promozionali raccontano di decine di versioni del celebre ranger spaziale, tutte attivate contemporaneamente e pronte a muoversi in gruppo. Questo nugolo di Buzz finirà per generare caos e, soprattutto, per costringere i personaggi a guardarsi allo specchio: se esistono infinite copie di te, cosa ti rende davvero unico? È uno dei nodi identitari che il film sembra voler affrontare, intrecciando spettacolo e domande filosofiche alla maniera tipica della Pixar.

“La fine” che non lo era davvero

Stanton ha voluto anche rassicurare chi considera Toy Story 3 come la conclusione perfetta della storia di Andy. Secondo il regista, quel film resta il capitolo finale dell’arco narrativo del ragazzo: chi vorrà potrà continuare a considerare la prima trilogia come un blocco a sé stante. Toy Story 5, invece, sfrutta lo stesso mondo per parlare di altro, in particolare del passare del tempo e dei cambiamenti che la società impone. L’idea di fondo è che niente rimane immutato: i bambini crescono, i giochi vengono messi da parte, le abitudini cambiano. Ma proprio in questo continuo mutare si apre spazio per nuove storie da raccontare. Con il ritorno di Woody, Buzz e del resto della banda, Toy Story 5 si prepara a camminare su un filo sottile: da un lato la nostalgia per chi è cresciuto con la saga, dall’altro la volontà di parlare direttamente ai bambini di oggi, nativi digitali che hanno sempre uno schermo a portata di mano.

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