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Una guerra tra cinema e fumetto | The War – Il Pianeta Delle Scimmie e quel viaggio

Libri, fumetti, film e l’influenza sulla cultura pop: l’importanza della saga firmata da Pierre Boulle

Un dettaglio del fumetto ispirato a The War - Il Pianeta delle Scimmie

PARIGI – L’origine di tutto? Fu Pierre Boulle. Sì, ma chi era Pierre Boulle? Un ingegnere di Avignone, classe 1912, che all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, si arruolò con l’esercito francese in Indocina e dopo l’occupazione della Francia da parte delle truppe tedesche, si arruolò e finì a Singapore. Una storia singolare, che continuò poi come agente segreto lungo il Mekong prima di tornare a vivere a Parigi alla vita civile. Tutto qui? No, perché quel signore cominciò a scrivere un libro che poi sarebbe diventato Il ponte sul fiume Kwai, bestseller poi finito nelle mani di David Lean con un film da sette Oscar. Siamo nel 1958.

The War - Il pianeta delle scimmie
Un dettaglio del fumetto The War – Il pianeta delle scimmie.

Cinque anni dopo, non pago del successo, Boulle pubblicò La Planète des Singes, che sarebbe diventato Il Pianeta delle Scimmie, altro bestseller che nel 1968 avrebbe dato vita a un franchise cinematografico destinato a lunga vita a partire dal primo film, diretto da Franklin J. Schaffner e con Charlton Heston nel ruolo dell’astronauta George Taylor. Dopo quel film sarebbero arrivati negli anni Settanta anche L’altra faccia del pianeta delle scimmie, Fuga dal pianeta delle scimmie, 1999 – Conquista della Terra e Anno 2670 – Ultimo atto. La saga sarebbe stata messa a riposo fino al 2001 quando Tim Burton, grande amante delle pagine di Boulle, avrebbe fatto uscire Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie, un incasso di 360 milioni di dollari. Al di sotto delle aspettative.

La copertina di un albo dedicato della Boom Studios.

Preambolo lungo, ma necessario per capire la nuova vita della saga che dal 2011 ha ripreso vita con una sfida lanciata prima da Rupert Wyatt e poi da Matt Reeves con tre film: L’alba del pianeta delle scimmie, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie e The War – Il pianeta delle scimmie, una trilogia da quasi 2 miliardi di dollari, ma non solo, perché il franchise delle scimmie guidate dallo scimpanzé Cesare ha rigenerato anche l’opera di Boulle, scomparso a Parigi, nel 1994. Oltre a film e cinema, la saga si è anche trasformata in fumetto, rilanciata dalla Image Comics, in Italia da Cosmo Editoriale che proprio in occasione di The War riportò in vendita i due volumi di Cataclisma, ambientati otto anni prima il naufragio di George Taylor sulla Terra.

Un dettaglio della serie Comixology.

Ma non è finita qui perché in occasione del cinquantesimo anniversario, un marchio come Boom Studios lanciò una nuova collana, in collaborazione con l’allora ancora viva 20th Fox, Planet Of The Apes – The Simian Age, e non solo, perché fu inaugurata anche un’altra collana, con War for the Planet of the Apes, serie di Comixology firmata da Walker, Scharf e Wordie e disegnata magistralmente. E adesso? La serie continua con un altro film, probabilmente un nuovo reboot, diretto da Wes Ball, regista della trilogia di Maze Runner, che dovrebbe ricominciare da zero, ripartendo – ancora una volta – dalle pagine di Boulle, che aveva visto lungo, molto lungo: «Una pigrizia mentale si è impadronita di noi umani. Niente più libri. Perfino i romanzi polizieschi sono divenuti una fatica intellettuale troppo grande. Niente più giochi, a malapena qualche solitario. E intanto le scimmie meditano…».

  • Quella volta che Boulle raccontò Il pianeta delle scimmie:

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