ROMA – Crescere è complicato. Farlo in un’epoca che ti chiede di essere sempre brillante, lucido, performante, forse lo è ancora di più. Arriva al cinema il 26 marzo 2026 Strike – Figli di un’era sbagliata, esordio alla regia di Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, presentato in anteprima al Torino Film Festival e distribuito da Filmclub Distribuzione.
La storia si muove durante una calda estate romana e parte da un luogo poco frequentato dal cinema: il Ser.D., il servizio pubblico che si occupa di dipendenze patologiche. È qui che si incontrano Dante, Pietro e Tiziano. Tre ventenni che non potrebbero essere più diversi, ma che condividono la stessa sensazione di smarrimento. Dante è uno studente di psicologia insicuro e goffo, Pietro si ritrova costretto ai controlli dopo l’ennesimo guaio con la marijuana mentre sogna una fuga romantica che forse non arriverà, Tiziano nasconde dietro un atteggiamento da “duro” una fragilità più profonda e una dipendenza che brucia.
Strike sceglie la strada della commedia per attraversare un terreno delicato. L’ironia non cancella il disagio, ma lo rende umano, riconoscibile. Tra sedute, attese e confessioni forzate, i tre ragazzi iniziano a costruire qualcosa che va oltre le etichette: un’amicizia. E in quella complicità fragile si intravede la possibilità di non sentirsi più soli in un mondo che sembra sempre un passo avanti.
Accanto ai tre registi-protagonisti, il film si affida a un cast che mescola generazioni e registri: Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati.
Il titolo è una provocazione ma anche una confessione: figli di un’era sbagliata. O forse semplicemente figli di un tempo complesso, che chiede di essere capito prima ancora che giudicato. Strike mette al centro una cosa semplice e potentissima: salvarsi, a volte, significa imparare a farlo insieme.
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