ROMA – Non è solo una questione di nemici. In Spider-Man 3, il vero avversario è qualcosa di più sottile, più difficile da combattere: è ciò che si nasconde dentro Peter Parker. Il terzo capitolo della trilogia diretta da Sam Raimi, in onda stasera in prima serata su Italia 1, è probabilmente il film più divisivo ma anche il più ambizioso della saga. Uscito nel 2007, il film segna il ritorno di Tobey Maguire nei panni dell’Uomo Ragno, affiancato da Kirsten Dunst e James Franco, in una storia che sposta il baricentro dall’azione al conflitto interiore.
Quando tutto sembra andare bene
All’inizio, la vita di Peter Parker sembra finalmente in equilibrio: la relazione con Mary Jane procede, il lavoro e gli studi funzionano, e anche il ruolo di Spider-Man sembra ormai sotto controllo. Ma è proprio quando tutto appare stabile che qualcosa si incrina. Un simbionte alieno entra in contatto con lui, legandosi al costume e amplificando i suoi lati più oscuri: rabbia, egoismo, desiderio di vendetta. Parallelamente, nuove minacce emergono: Flint Marko, che diventa l’Uomo Sabbia, e Harry Osborn, deciso a vendicare la morte del padre assumendo l’identità del Nuovo Goblin.
Un eroe diviso
È qui che Spider-Man 3 cambia passo rispetto ai capitoli precedenti. Non è più solo una storia di formazione o di responsabilità, ma un racconto sulla perdita di controllo. Il simbionte non rende Peter più forte soltanto fisicamente, ma lo trasforma, portandolo a mettere in discussione le relazioni più importanti della sua vita.
Il risultato è un film che tenta di tenere insieme più linee narrative — tre antagonisti, una crisi sentimentale, una trasformazione interiore — e che proprio per questo si muove su un equilibrio fragile, ma affascinante.
Spettacolo e contraddizioni
Con una durata di circa 140 minuti e un budget imponente per l’epoca, Spider-Man 3 resta uno dei cinecomic più spettacolari dei primi anni Duemila. Le sequenze d’azione — dalla nascita dell’Uomo Sabbia agli scontri finali — convivono però con momenti più intimi, quasi destabilizzanti, che mostrano un supereroe lontano dall’immagine classica di perfezione.
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