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SORRENTO | Rai Cinema e 01 Distribution: il 2025-2026 nel segno dei legami e dei grandi autori

A Sorrento, un listino che attraversa sentimenti, memorie e fratture del presente: da De Luigi a Moretti, da Genovese e Muccino fino ad Assayas, Amelio, Archibugi e Avati.

SORRENTO – Ogni listino è un autoritratto. E quello presentato da Rai Cinema e 01 Distribution alle Giornate Professionali di Cinema racconta una scelta precisa: riportare al centro le relazioni.
Che siano famiglie che si sfaldano, coppie in bilico, amicizie che resistono o legami che fanno male, i film della nuova stagione sembrano costruire un’unica mappa che attraversa generazioni, città, memorie private e tensioni collettive. E, soprattutto, ribadisce il valore del cinema come spazio culturale, sociale e identitario in un momento in cui tutto il settore è chiamato a ripensarsi.

Il viaggio comincia con Un bel giorno di Fabio De Luigi: una commedia che osserva le storture, gli imprevisti e le fragilità di una quotidianità che assomiglia molto alla nostra. Una di quelle storie che sembrano leggere, ma che in realtà parlano del peso che ci portiamo addosso senza far rumore.

Nel segno della coralità arriva Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese. Fanelli, Pandolfi, Puccini, Accorsi, Santamaria: un gruppo di personaggi che si muove su traiettorie parallele, inseguendo equilibrio in un mondo che non smette di chiedere. Genovese torna così sul territorio che conosce meglio: quello delle emozioni tenute sotto pelle.

Si addentra ancora più nei sentimenti Le cose non dette di Gabriele Muccino, dove coppie, famiglie e generazioni si scontrano con tutto ciò che resta fuori dalle parole. Una storia fatta di silenzi, omissioni, brusche verità che arrivano quando è ormai troppo tardi.

Il respiro internazionale del listino passa per Una di famiglia – The Housemaid di Paul Feig: Sydney Sweeney e Amanda Seyfried in un thriller domestico che scava nel lato oscuro dell’intimità e nei confini — fragilissimi — in cui fiducia e manipolazione si confondono.
A questo si affianca Pressure di Anthony Maras, con Brendan Fraser e Andrew Scott, un racconto teso e fisico, costruito quasi come una camera di decompressione emotiva.

La storia entra in collisione con la politica in Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari, che intreccia racconto civile e formazione giovanile, mentre Il mago del Cremlino – Le origini di Putin di Olivier Assayas guarda al potere da una distanza che non protegge: Paul Dano e Alicia Vikander animano un film dove la Storia si fa intrigo, ambizione e ombra.

Sul fronte italiano più giovane e pulsante arriva Je so’ pazzo di Nicola Prosatore, che attraversa Napoli con la sua energia contraddittoria, tra musica, rabbia, desideri e liberazioni.
E il tema della crescita ritorna con toni più intimi in Illusione di Francesca Archibugi, un film che parla di fallimenti, aspettative tradite e nuove identità da ricostruire.

Tra i titoli più attesi c’è poi il ritorno di un classico contemporaneo: Notte prima degli esami 2026 di Tommaso Renzoni, che aggiorna un immaginario generazionale amatissimo, passando il testimone a nuovi protagonisti con Sabrina Ferilli e la partecipazione speciale di Antonello Venditti.

A incarnare il cinema d’autore puro è Succederà questa notte di Nanni Moretti, con Louis Garrel e Jasmine Trinca: un film che promette di muoversi tra ironia, disincanto e quella tensione politica e sentimentale che Moretti non ha mai smesso di cercare.
Su un registro diverso, ma parallelo nella profondità, si colloca Bianco di Daniele Vicari, con Alessandro Borghi: un’immersione nelle zone più complesse dell’animo umano, tra colpa, responsabilità e desiderio di redenzione.

L’ombra dell’inquietudine torna in L’estranea di Paolo Strippoli, dove l’intimità familiare è il luogo in cui prende forma il perturbante; mentre Piccolo miracolo di Guido Chiesa riporta luce, comunità e speranza in una storia costruita attorno alla possibilità di ricominciare.

Il listino si completa con Nessun dolore di Gianni Amelio, dramma che promette intensità e rigore, Amore e altri guai di Simone Aleandri, una commedia sentimentale che osserva le imperfezioni delle nostre vite, e Nel tepore del ballo di Pupi Avati, un racconto fatto di ricordi, nostalgie, incontri tardivi e seconde possibilità, animato da un cast corale che riunisce volti iconici del cinema italiano.

Il risultato è un anno di cinema che non cerca solo storie, ma ciò che le tiene insieme: i rapporti tra le persone. Ed è forse questa la chiave più preziosa del nuovo listino 01 Distribution: un mosaico di film diversi per tono, respiro e ambizione, uniti da un’idea comune di umanità. In un tempo che corre veloce, il cinema torna a chiedere di fermarsi. Di ascoltare. Di riconoscersi.

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