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Robert Downey Jr. contro la cultura degli influencer: «Le star del futuro? Sono tutte stronzate»

Robert Downey Jr. critica la cultura della fama costruita sui social e attacca il mito degli influencer come nuove star del cinema: «La notorietà non può sostituire il talento»

Freshly Popped

ROMA – Robert Downey Jr. non ha usato mezzi termini parlando della cultura degli influencer e del futuro dello star system hollywoodiano. Durante una recente intervista al podcast Conversations for our Daughters, l’attore premio Oscar per Oppenheimer ha criticato duramente l’idea secondo cui le future celebrità saranno costruite principalmente attraverso i social media.

«Quando sento dire che le star del futuro saranno gli influencer penso: “Non so in che mondo viviate, ma sono tutte stronzate”», ha dichiarato Downey Jr., sottolineando come oggi sia possibile ottenere fama semplicemente «puntandosi un telefono addosso», senza necessariamente creare qualcosa di concreto o artistico.

L’attore, diventato una delle figure simbolo del cinema contemporaneo grazie al ruolo di Tony Stark nel Marvel Cinematic Universe, ha spiegato di non avere nulla contro i social in sé, ma di essere preoccupato dalla trasformazione della notorietà in un esercizio di pura auto-promozione. Secondo Downey Jr., il rischio è che la ricerca dell’attenzione sostituisca il desiderio di costruire, imparare o creare qualcosa di autentico.

Nel corso dell’intervista ha raccontato anche un episodio personale legato al figlio quattordicenne, rimasto affascinato dal mondo dello streaming e delle donazioni online durante le sessioni di gaming. Un fenomeno che l’attore ha definito quasi «una religione», arrivando a paragonare certi influencer agli «imbonitori evangelici dell’era dell’informazione». Downey Jr. ha però precisato di non voler demonizzare completamente il fenomeno, riconoscendo che internet e le piattaforme digitali hanno aperto nuove possibilità creative e nuove forme di comunicazione. Allo stesso tempo, però, ha ammesso di vivere con grande distanza il rapporto con i social network, nonostante i milioni di follower accumulati negli anni. «La gente dice che ama vederti spontaneo online, ma anche quella spontaneità diventerebbe costruita», ha spiegato.

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