Le proiezioni, in programma il 21, 22 e 23 aprile 2026, porteranno il film nella capitale russa insieme ai registi e al produttore Giuseppe Morelli. Un viaggio internazionale che conferma la capacità di RIP di parlare una lingua universale, pur partendo da un immaginario molto preciso. Prodotto da NVP Studios e distribuito da Minerva Pictures International, il film è una ghost story atipica: ironica, dissacrante, ma anche sorprendentemente emotiva. Una commedia che usa la morte come punto di partenza per raccontare altro: il coraggio di vivere, la difficoltà di amare, la paura di restare fermi.
Al centro c’è Leonardo, autore di necrologi, chiuso, disilluso, quasi anestetizzato alla vita. Il suo equilibrio precario viene scardinato dall’incontro con un gruppo di fantasmi tutt’altro che inquietanti. Tra loro, anche il padre, che ritorna giovane e senza memoria, trasformando un’assenza in una possibilità narrativa ed emotiva. È qui che il film cambia passo e trova il suo cuore: nel confronto tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere. Il racconto si muove tra registri diversi, alternando momenti comici, surreali e più intimi, senza mai perdere il ritmo. Una costruzione che richiama la tradizione della commedia italiana, ma la contamina con elementi fantastici e un’estetica più contemporanea, sostenuta anche da un uso calibrato di effetti speciali, tra analogico e digitale.
A dare corpo a questo universo è un cast corale che unisce volti noti e interpreti capaci di muoversi tra leggerezza e profondità, mentre la colonna sonora firmata da Daniele Silvestri e Klangore Factory accompagna il film amplificandone le sfumature emotive. Per D’Ambrosi e De Santis, già premiati con i loro cortometraggi, RIP è un esordio che non si limita a presentarsi, ma prende posizione. Un film che guarda ai margini, alle fragilità, a quei personaggi che sembrano fuori posto e che proprio per questo diventano centrali. E alla fine resta una sensazione precisa: RIP non è un film sulla morte. È un film su tutto quello che rischiamo di perdere mentre cerchiamo di evitarla.
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