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Reinvestimento Tax Credit (ex art.8 D.I. 70/2021): Guida Pratica a un Obbligo Silente

Le nuove normative hanno eliminato l’obbligo di reinvestimento per le opere recenti, ma per i progetti passati la scadenza si avvicina.

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ROMA – L’ecosistema degli incentivi fiscali nel settore audiovisivo italiano è in continua evoluzione. Una delle modifiche più significative degli ultimi anni ha riguardato l’obbligo di reinvestimento del credito d’imposta, una norma che ha generato non poca confusione tra gli operatori.

Sebbene le normative più recenti abbiano cancellato questo adempimento per le nuove produzioni, è fondamentale non abbassare la guardia: per molte opere che hanno beneficiato del tax credit in passato, l’obbligo è ancora pienamente in vigore e le scadenze si avvicinano.

Con i nuovi decreti, il concetto di reinvestimento è stato assorbito direttamente nella fase di generazione del credito. L’idea di fondo è che l’intero beneficio fiscale debba essere, da un punto di vista economico, investito nell’opera stessa che lo ha originato, eliminando così il precedente obbligo di reinvestire una quota dell’80% del beneficio in nuove attività entro cinque anni.

Questa semplificazione rappresenta un passo avanti per le produzioni attuali, alleggerendo gli oneri burocratici e finanziari a lungo termine.

Nota bene: L’adempimento del reinvestimento del tax credit ex art. D.I. 70/2021 (adesso superato) oggetto di approfondimento di questo articolo non è da confondere con il Reinvestimento dei proventi dell’opera di cui al comma 9 e 10 dell’art.7 del D.I. 225/2024 dove “Il produttore beneficiario dei crediti di imposta è tenuto a reinvestire una quota dei proventi dell’opera, in misura proporzionale al contributo riconosciuto e fino a concorrenza del medesimo, e comunque solo dopo che siano stati coperti i costi dell’opera, entro cinque anni dalla data di riconoscimento definitivo del medesimo credito d’imposta.”

Tuttavia, è cruciale comprendere che questa novità non ha effetto retroattivo. Le imprese di produzione che hanno ottenuto il riconoscimento definitivo del tax credit sulla base del D.M. 70/2021 (e del precedente D.M. 2018) restano vincolate agli impegni sottoscritti.

Ricordiamo infatti che, al momento della presentazione della domanda consuntiva sulla piattaforma DGCOL, è stata firmata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che impegnava esplicitamente a “reinvestire l’80% dell’importo del beneficio entro 5 anni dalla data di riconoscimento definitivo del medesimo credito di imposta”, come previsto dall’articolo 8 del D.M. “Tax credit produzione nazionale 2021“.

Il decreto di riferimento che disciplina le modalità di questo adempimento è il D.M. del 25 ottobre 2022, n. 3410. Questo testo chiarisce come assolvere all’obbligo sia per i crediti maturati sotto il decreto del 2021, sia per quelli del 2018.

Per le opere soggette al D.M. 2021, ci sono diversi modi per cui è possibile comunicare i dati di reinvestimento dell’80% del credito entro cinque anni e nel dettaglio, si può reinvestire in:

  1. Sviluppo, produzione, distribuzione in Italia e all’estero di opere audiovisive di nazionalità italiana;
  2. Acquisizione di beni materiali o immateriali connessi allo sviluppo e alla produzione di opere audiovisive;
  3. Rafforzamento strutturale, economico e finanziario:
    1. Iscrizione della quota dei diritti di sfruttamento e utilizzazione dell’opera oggetto del beneficio nello stato patrimoniale della società;
    2. Acquisto di partecipazioni in società del settore audiovisivo/apporto di capitale sociale in società esistente;
    3. Spese di acquisizione di beni, materiali o immateriali, necessari o utili per lo sviluppo e la produzione di opere audiovisive.

Per i crediti più datati, concessi ai sensi del D.M. 2018, la norma prevedeva il reinvestimento del 100% del beneficio entro ventiquattro mesi dal riconoscimento. In questo caso, l’adempimento poteva essere soddisfatto aumentando la propria quota di partecipazione nell’opera che aveva generato il credito o, in alternativa, attraverso lo sviluppo e la produzione di nuove opere italiane.

Il mancato rispetto di questi obblighi comporta conseguenze severe. L’inadempienza preclude all’impresa, ai suoi soci e amministratori la possibilità di richiedere nuovi crediti d’imposta per un periodo di cinque anni (per il D.M. 2021) o di ventiquattro mesi (per il D.M. 2018) a partire dalla data di scadenza dell’obbligo. È quindi essenziale procedere alla comunicazione del reinvestimento effettuato entro i termini stabiliti.

La procedura per comunicare l’avvenuto reinvestimento è interamente digitale e deve essere effettuata tramite la piattaforma DGCOL. Dopo aver effettuato l’accesso, è necessario navigare nella sezione “Gestione Domande” e creare una nuova istanza selezionando la voce “Comunicazione del reinvestimento del credito d’imposta”. Una volta aperta la domanda, si dovrà selezionare l’opera di riferimento da un menu a tendina. Questo menu è lo strumento più affidabile a disposizione dei produttori, poiché elenca in modo definitivo tutte le opere per cui la propria società ha l’obbligo di effettuare la comunicazione, eliminando ogni dubbio interpretativo.

In conclusione, se da un lato la normativa si è semplificata per il futuro, è imperativo per ogni impresa di produzione effettuare una verifica interna sui crediti d’imposta ricevuti negli ultimi anni. Controllare la piattaforma DGCOL, identificare le opere soggette all’obbligo e presentare la comunicazione di reinvestimento nei tempi previsti è un passaggio non più rimandabile per garantire la continuità operativa e l’accesso futuro a uno strumento fondamentale come il tax credit.

 

Per approfondire le tematiche economiche e fiscali del settore audiovisivo, continuate a seguire la newsletter CineFO – Cinema Finance Overview

Articolo tratto da CineFO Insights, Cinema Finance Overview – Kido editore

CFO Mediterraneo Cinematografica, Commercialista e Revisore Contabile. You can find me where cinema meet numbers.

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