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Tra identità e violenza | Ratched e l’origin story confusa di Ryan Murphy

Sarah Paulson è l’infermiera Mildred Ratched nella serie Netflix basata sul personaggio di Ken Kesey

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MILANO – Dopo Hollywood Ryan Murphy rimane negli anni Quaranta con Ratched, la serie Netflix – disponibile dal 18 settembre – basata sul romanzo di Ken Kesey, Qualcuno volò sul nido del cuculo, poi portato al cinema nel 1975 da Miloš Forman. Un film da cinque Premi Oscar con protagonista Jack Nicholson nei panni di Randle Patrick McMurphy, detenuto che per sottrarsi alla prigione finge l’infermità mentale. Finirà all’ospedale psichiatrico di Salem la cui capoinfermiera, Mildred Ratched – interpretata da Louise Fletcher -, diventerà la sua antagonista.

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Sarah Paulson è Mildred Ratched

Ideata da Evan Romansky e diretta e prodotta da Ryan Murphy, Ratched è incentrata sul personaggio dell’infermiera che qui ha il volto di una delle attrici feticcio dello showrunner, Sarah Paulson. Un prequel ma anche origin story ambientata sedici anni prima degli eventi raccontati da Kesey nel suo romanzo. Otto episodi che si muovono tra le corsie di un ospedale psichiatrico, il Lucia State Hospital, in cui la Ratched di Sarah Paulson si presenta in cerca di un impiego dopo l’annuncio che il serial killer Edmund Tolleson (Finn Wittrock) verrà ospitato lì prima di affrontare il processo per avere una diagnosi dal luminare Richard Hanover (Jon Jon Briones).

Finn Wittrock è Edmund Tolleson

La scenografa elegante di Judy Becker e i costumisti impeccabili di Lou Eyrich e Rebecca Guzzi costruiscono il mondo estetizzante tipico di ogni produzione Murphy a cui si aggiunge una fotografia che gioca con colori pastello e luci calde ricordando le vecchie produzioni in Technicolor di Hollywood. Il risultato è pura gioia per gli occhi. Ma tutta questa perfezione formale non trova un parallelo nella sceneggiatura che, invece, appare confusa e fuori fuoco. Se la Mildred Ratched del romanzo rappresentava la freddezza della burocrazia e la crudeltà di procedure mediche invasive e basate sulla punizione contro cui si scagliava la critica di Kesey, quella della serie si muove verso traiettorie nebulose.

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Una scena di Ratched

Il punto di contatto tra romanzo e serie rimane quello dell’identità e la ricerca della sua affermazione. Un tema sviscerato da Ryan Murphy in ogni sua produzione che ritorna in Ratched attraverso la messa in scena dei trattamenti medici violenti e invasivi a cui erano sottoposte le persone LGBTQ + e la considerazione che la società aveva nei loro confronti. Ma il risultato complessivo è quello di una summa di tutte le caratteristiche tipiche delle serie di Ryan Murphy – da AHS: Asylum a Feud passando per Hollywood – a cui è stato aggiunto un tocco hitchcockiano che lascia però una sensazione di incompiutezza nonostante un cast stellare – Vincent D’Onofrio, Sharon Stone, Cynthia Nixon, Corey Stoll – e una messa in scena che varrà allo show più di una nomination alla prossima award season.

Cynthia Nixon e Sarah Paulson in una scena della serie

Sesso, colpi di scena, omicidi, violenza splatter, personaggi imperfetti e in perenne lotta con loro stessi. C’è tutto quello che ha reso Ryan Murphy uno dei grandi nomi della serialità capace di tramutare in successo tutto quello che porta la sua firma eppure la manipolatrice infermiera Ratched nella sua perfetta uniforme turchese non ha la potenza delle altre antieroine che ci ha regalato lo showrunner. Che la formula magica sia da rivedere?

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Qui potete vedere il trailer di Ratched:

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