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Paolo Virzì: «Notti Magiche, Ettore Scola e quella stagione emozionale del cinema italiano»

Gli aneddoti, Roma, i maestri del passato e la dinamicità: il regista racconta il suo nuovo film

notti magiche
Virzì sul set insieme ai protagonisti di Notti Magiche: Mauro Lamantia, Giovanni Toscano e Irene Vetere

ROMA – «Quella era una stagione emozionale, ci era rimasta dentro e volevamo raccontarla insieme…». È dai ricordi che trae ispirazione Paolo Virzì per il suo nuovo film, scritto insieme ai colleghi Francesca Archibugi e Francesco Piccolo con i quali torna a collaborare dopo il debutto americano di Ella & John. Notti magiche è la cartolina degli Anni Novanta dei tre autori italiani, che ripercorrono liberamente il loro passato, riproponendolo in forma di commedia. Tra espliciti riferimenti a cineasti, sceneggiatori e ad un cinema che ha fatto storia ed inizia a mostrare il suo declino, l’opera di Virzì racconta di una Roma disinvolta, soubrette e produttori famelici, che vagano per la memoria del regista toscano.

Paolo virzì
Paolo Virzì insieme alla collega Francesca Archibugi

L’OSSESSIONE «Quel periodo del mio passato? Con il tempo è diventato un’ossessione. Tutti i racconti che avevo nella testa, tutti gli aneddoti vissuti, erano accumulati insieme e sono venuti fuori con la morte di Ettore Scola. È stato probabilmente il suo lasciarci a dare la spinta per rendere filmiche queste memorie e parlare dei nostri maestri nella maniera in cui loro ci hanno insegnato: sfottendoli».

Ettore Scola.

GLI SCENEGGIATORI «Con Francesca (Archibugi, ndr) e Francesco (Piccolo, ndr) ci siamo messi al lavoro con grandissimo divertimento. Tutto il materiale che avevo raccolto in una cartella del computer – piena di disegni, accenni ad alcune storie e tanto altro – lo abbiamo tirato fuori e maneggiato con spregiudicatezza e disinvoltura. Volevamo un racconto divertente, che narrasse cosa significa per tre aspiranti sceneggiatori guardare alla vita per poi poterla trasformare in un film».

Antonio, Luciano ed Eugenia: i tre giovani aspiranti sceneggiatori di Notti Magiche.

ROMA ’85 «Sono sbarcato a Roma nel gennaio del 1985 per studiare al Centro Sperimentale. Al tempo era una città caotica e tenebrosa, piena di cose pericolose e licenziose che mi mettevano un’allegria pazzesca, essendo io un ragazzo di provincia. Piazza del Popolo era un parcheggio pieno di macchine e il Colosseo era nero per il continuo passaggio di automobili. Ho visto negli anni la città migliorare urbanisticamente, ma nel tempo si è andato ad accumulare un certo rancore, un’arroganza piena di frustrazione. O forse sono io che ora ho un’altra sensibilità nel vivere Roma».

I tre protagonista di Notti Magiche in una scena del film.

GLI OUTSIDERS «C’è della semplicità importante nel guardare ai propri personaggi come attraverso una finestra. Ma questo non significa voler dare una lezione sull’Italia o sul cinema. Quello che Notti magiche racconta è la gioventù e la mitologia dell’arte vista dagli outsiders. Non ci rifacciamo a nessuno nello specifico, ma cerchiamo solo di riportare la verve di alcuni artisti del passato e forse mostrare quanto maschilista era l’industria al tempo, tanto da farci sembrare quasi un paese arretrato».

Paolo Virzì sul set di Notti Magiche.

GIRONE INFERNALE «Non volevamo idealizzare nulla, anzi, volevamo essere impertinenti. Essendoci avvicinati ai geni del cinema italiano del passato abbiamo avuto anche la possibilità di scoprire quei lati in cui aleggiava il disincanto, la volgarità, la loro sensazione di trovarsi in un girone infernale. Tutto questo a noi piaceva tantissimo quando eravamo ragazzi e ha suscitato nel tempo il racconto di storie sempre divertenti ed esaltanti».

Antonio a colloquio con un produttore ormai in declino interpretato da Giarcarlo Giannini.

DINO RISI & SERGIO LEONE «Quali ricordi non ho inserito? Bhè, moltissimi. Come il fatto che Dino Risi massacrava di proposito tutto quello che amavo, oppure quella volta che dovevo andare a casa di Sergio Leone, ma mi persi nell’enorme giardino della sua villa e venni rincorso dai suoi cani. Uno mi morse anche! E poi non potevamo mai mangiare la frutta secca sui suoi vassoi. Una volta ci provai e lui mi diede uno colpetto sulla mano per impedirmelo. Comunque è stato bellissimo poter conoscere i nostri miti e poterne parlare ora nella maniera che loro ci hanno insegnato».

Dino Risi e Vittoria Gassman sul set de La marcia su Roma. Era il 1962.

IL CINEMA ITALIANO OGGI «La morte e la resurrezione del cinema italiano accompagnano la nostra vita da sempre. È da quando ho iniziato a studiare che sento ripetere che la situazione cinematografica per l’Italia non è buona, ma mi sembra assurdo non accorgersi che oggi c’è molta più dinamicità nel mercato, il che permette ai giovani autori di farsi notare. Prima c’era solo la sala, a cui gli aspiranti registi non riuscivano neanche ad arrivare, oppure la prima serata del lunedì in tv. E questo solo se riuscivi a entrare nelle grazie di qualche Maestro. Ora, invece, quando parliamo di riduzione, bisogna piuttosto pensare ad una molteplicità».

Volete (ri)vedere gli altri film di Paolo Virzì? Da  La Pazza Gioia a Ella&John li trovate su CHILI 

  • Qui sotto potete vedere il trailer di Notti Magiche:

 

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