ROMA – Paolo Ruffini, ospite alla Festa del Cinema di Roma al nostro angolo Hot Corn presso lo Spazio della Fondazione Roma Lazio Film Commission, dopo aver ricevuto il riconoscimento ”By Your Side” ha chiacchierato con il nostro Dario Cangemi su diversi, in primis proprio sul valore dei premi: “Essere premiati fa piacere, ma il riconoscimento più importante è quello che ci diamo allo specchio ogni mattina”. Per Ruffini, la vera sfida è restare autentici, senza farsi travolgere dal bisogno di approvazione. L’attore e regista toscano mette così in luce il legame profondo tra successo e consapevolezza personale.
Da sempre impegnato in progetti che danno voce a persone considerate “diverse”, Ruffini ribadisce che in realtà la diversità non esiste: “Non c’è un albero normale, una famiglia normale, un tramonto normale. La natura non è normale, e meno male”. Ogni individuo è unico, con difetti e qualità che rendono il mondo più interessante. Una visione che trasforma il concetto di diversità in una celebrazione dell’unicità umana.
Parlando da produttore e spettatore, Ruffini denuncia l’impoverimento culturale del cinema contemporaneo, spesso ridotto a “prodotto di consumo”. Difende la necessità di tornare all’autorialità, di conoscere i registi, di vedere film in sala. “Oggi si parla tanto di cinema ma si va poco al cinema”, dice, sottolineando come la passione sia l’unico vero motore dell’industria. “Il contrario della guerra non è solo la pace, ma anche la cultura.” Nel confronto con il teatro, Ruffini trova una dimensione più viva e rispettosa. “Il teatro non è delivery,” afferma, “non puoi ‘consumarlo’ distrattamente.” Il teatro educa all’ascolto, mentre le piattaforme rischiano di rendere lo spettatore bulimico.
Ecco la nostra video intervista integrale:





Lascia un Commento