ROMA – Nel corso del Sundance Film Festival 2026, Natalie Portman ha espresso con fermezza la sua delusione per la lista delle nomination agli Oscar 2026, criticando apertamente l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences per aver ignorato molte registe di talento nonostante l’elevata qualità dei loro film. La star, che era a Park City per presentare The Gallerist, ha definito la situazione un chiaro segnale che “c’è ancora molto lavoro da fare” sul fronte della rappresentanza femminile nell’industria cinematografica.
Portman ha evidenziato che, sebbene Hamnet di Chloé Zhao sia l’unica opera diretta da una donna a ottenere una nomination come Miglior Regia e tra i candidati a Miglior Film, ciò non basta. La sua osservazione arriva in un contesto in cui diverse registe hanno realizzato pellicole acclamate dalla critica ma non sono state incluse tra le nomination principali, un fatto che Portman ha definito indicativo di “barriere esistenti a tutti i livelli” della produzione cinematografica.
Durante la conferenza stampa, l’attrice e produttrice ha citato esempi di film diretti da donne che secondo lei avrebbero meritato maggiore considerazione — tra questi Sorry Baby, Left-Handed Girl, Hedda e The Testament of Ann Lee — sottolineando che molte delle migliori opere viste nell’ultimo anno sono state realizzate da registe che non hanno ricevuto il riconoscimento dovuto dalla Academy.Portman non è nuova a questo tipo di posizioni: già in passato aveva affrontato il tema della rappresentanza femminile dietro la macchina da presa, e il suo intervento a Sundance amplifica un dibattito che attraversa Hollywood da anni, soprattutto in un momento in cui l’Academy ha ricevuto critiche più ampie sulla diversità delle nomination e delle scelte artistiche generali.
La questione della sottorappresentazione delle donne nella categoria Miglior Regia è storica: in quasi un secolo di Oscar, solo un numero ristretto di registe ha ottenuto candidature in questa sezione, e Hamnet è tra le poche opere recenti a infrangere questa tendenza. Secondo dati raccolti da fonti esterne, dopo il primo storico riconoscimento di una donna nominata nella categoria negli anni Settanta, solo poche registe hanno raggiunto questo traguardo fino ad oggi, un dato che riflette un persistente squilibrio di genere.
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