ROMA – Inauguriamo così una nuova location per le interviste di Hot Corn, in partnership con Campo Marzio. Come primo ospite abbiamo accolto con grande entusiasmo Vincenzo Alfieri. Insieme a lui abbiamo parlato del nuovo anno, un periodo particolare e intenso, e del film che ha recentemente portato sul grande schermo. 40 secondi, per Vincenzo Alfieri, rappresenta la sua «nuova opera prima»: un film che parla molto anche di lui, così come della recente esperienza di diventare padre, un evento che ha cambiato completamente il suo modo di fare cinema, portandolo a interrogarsi su cosa penserebbe sua figlia dei suoi film e quindi interrogandosi ancora di più del messaggio da trasmettere.
Per Vincenzo Alfieri il cinema è un mestiere che va pensato come un gioco, ed è proprio questo approccio che lo ha sempre spinto a sperimentare e a cercare di portare autenticità nei suoi racconti. Il regista parla anche di ambizione e di come affrontarla:
«Hai un sogno? Bene. Devi lavorare, lavorare. Che vuol dire? Che devi concentrare tutto te stesso per ottenere il risultato».
Vincenzo Alfieri ha recentemente fatto un grande dono al cinema italiano, portando sul grande schermo un film estremamente necessario. 40 secondi racconta un fatto realmente accaduto il 6 settembre del 2020 ha lasciato l’Italia senza parole: una disputa nata da un semplice malinteso che si trasforma in un brutale pestaggio ai danni di Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di 21 anni assassinato in soli 40 secondi. Una storia che Vincenzo Alfieri ha saputo dare voce.
L’intervista integrale la trovate su Spotify o sul nostro canale Youtube.
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