ROMA – Matt Damon ha acceso un dibattito sulla nuova “ grammatica” del cinema in streaming parlando del modo in cui Netflix sta indirizzando la costruzione delle sue storie. Ospite delThe Joe Rogan Experience, l’attore ha spiegato che oggi le piattaforme richiedono un adattamento delle sceneggiature al modo in cui il pubblico guarda i film a casa, spesso distratto dagli schermi dei propri telefoni.
«Quando vedi un film a casa le condizioni sono completamente diverse rispetto al cinema», ha detto Damon, ricordando un recente spettacolo in sala con la sua famiglia. «La gente guarda con le luci accese, i bambini e gli animali si muovono, e poi c’è il telefono. È un livello di attenzione molto diverso».
Per questo, ha raccontato l’attore, secondo Netflix nelle sceneggiature dei film dovrebbe esserci una ripetizione della trama nella dialoghi tre o quattro volte, così che gli spettatori possano seguire meglio la storia anche se risultano distratti. «Lo ripetono: “Ripetiamo la trama tre o quattro volte nei dialoghi, perché le persone guardano mentre sono sui loro telefoni”», ha riferito Damon. «È una cosa che comincerà a influenzare il modo in cui raccontiamo queste storie».
Questa osservazione arriva mentre Damon e il suo co-protagonista Ben Affleck promuovono The Rip, il thriller d’azione recentemente uscito su Netflix in cui interpretano due detective di Miami alle prese con corrosione interna e dubbi di lealtà dopo la scoperta di una grossa somma di denaro in un nascondiglio criminale. Parlando di strutture filmiche, Damon ha anche descritto come Netflix spinga per sequenze d’azione sempre più anticipate all’inizio delle pellicole, per catturare l’attenzione fin dai primi minuti. Tradizionalmente, ha spiegato, il cinema d’azione costruisce tre momenti forti — uno per ciascun atto narrativo — con il climax alla fine. Ora, racconta Damon, lo streaming tende a voler spingere un grande momento visivo già nei primi cinque minuti per agganciare lo spettatore.
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