ROMA – Nel 2016 La La Land ha riportato il musical al centro della scena cinematografica contemporanea, riuscendo in un’impresa rara: fondere classicismo e modernità, emozione e tecnica, sogno e disillusione. Diretto da Damien Chazelle, con una colonna sonora firmata da Justin Hurwitz, il film ha restituito dignità a un genere troppo spesso considerato fuori dal tempo, parlandone con un linguaggio nuovo, sofisticato e profondamente umano. Al cuore di questa reinvenzione c’è la musica: non solo colonna sonora, ma vero e proprio motore narrativo. Ecco cinque curiosità che raccontano come La La Land abbia riscritto le regole del musical moderno.
1. 1.900 demo per trovare la nota giusta
La magia non nasce per caso. Per comporre i temi musicali del film, Justin Hurwitz ha realizzato oltre 1.900 demo pianistiche, rielaborando ogni frammento fino a raggiungere la sintesi perfetta tra melodia e racconto. Il lavoro ha portato alla creazione di tre motivi principali – tra cui Mia & Sebastian’s Theme – diventati immediatamente riconoscibili e profondamente legati alle emozioni dei protagonisti.
2. Another Day of Sun: un sogno a cielo aperto
La scena iniziale del film, girata su una vera rampa dell’autostrada di Los Angeles, è un inno all’energia collettiva e al desiderio. Coreografie complesse, ballerini, auto colorate e la luce del sole californiano: tutto è stato concepito per restituire l’illusione di un unico, lungo piano sequenza. Un’apertura che fonde realismo urbano e immaginario cinematografico, introducendo una narrazione dove il sogno convive con la realtà, senza mai perdere il ritmo.
3. Audition: musica dal vivo e lacrime vere
Audition (The Fools Who Dream) rappresenta il culmine emotivo del film. Emma Stone canta dal vivo, senza playback, in un’unica ripresa. L’accompagnamento al pianoforte è eseguito in diretta da Justin Hurwitz. Il risultato è una performance intensa e vulnerabile, che restituisce tutta la fragilità e il coraggio del sogno, scolpendosi nella memoria dello spettatore come uno dei momenti più autentici e potenti del film.
4. Jazz, romanticismo e contaminazione
Anche se il protagonista Sebastian difende il jazz tradizionale, la partitura di Hurwitz si muove su un terreno ibrido: accanto alle strutture classiche emergono arrangiamenti pop, orchestrazioni hollywoodiane e sensibilità contemporanee. Un linguaggio musicale fluido, capace di dialogare con il passato senza diventarne prigioniero, che contribuisce a rendere il film una dichiarazione d’amore moderna ai sogni, alla musica e al cinema stesso.
5. Una colonna sonora da record
Conquistando Oscar, Golden Globe e BAFTA per la miglior colonna sonora, oltre ai premi per City of Stars come miglior canzone originale, La La Land ha firmato uno dei trionfi musicali più netti degli ultimi anni. Ma al di là dei riconoscimenti, la vera vittoria è nell’impatto culturale: la sua musica ha saputo entrare nell’immaginario popolare, restando impressa nel tempo.
A distanza di anni, la colonna sonora di La La Land continua a emozionare, perché riesce a fare ciò che solo la musica più sincera sa fare: trasformare un sentimento in melodia. È questa la sua forza più grande. In un mondo che spesso chiede di essere concreti, La La Land ci ricorda – anche attraverso le sue note – che c’è ancora spazio per chi sogna, anche se sembra “foolish as they may seem”.
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