ROMA – La più grande operazione dell’industria dell’intrattenimento degli ultimi anni subisce una brusca frenata. Un giudice federale della California ha disposto la sospensione temporanea della fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, l’accordo da circa 110 miliardi di dollari destinato a ridisegnare gli equilibri di Hollywood. Il provvedimento impedirà alle due società di completare l’operazione per almeno 14 giorni, in attesa di una nuova udienza fissata per il 3 agosto.
La decisione arriva dopo il ricorso presentato da una coalizione di dodici procuratori generali statali, guidata dalla California, secondo cui la fusione rischierebbe di violare le leggi antitrust statunitensi. Nella sua ordinanza, la giudice Araceli Martínez-Olguín ha affermato che gli Stati hanno sollevato “questioni serie” sulla possibile riduzione della concorrenza e ha ritenuto opportuno mantenere invariata la situazione fino all’esame della richiesta di un’ingiunzione preliminare.
Secondo gli Stati ricorrenti, la nascita di un unico gruppo che riunirebbe marchi come Paramount Pictures, Warner Bros., HBO, CNN, CBS, DC Studios e numerosi canali televisivi e piattaforme streaming potrebbe ridurre la concorrenza nella distribuzione cinematografica e televisiva, con possibili ripercussioni sui consumatori, sull’occupazione e sull’offerta di contenuti. Paramount ha accolto con favore il provvedimento, definendolo un modo per “preservare lo status quo” mentre il tribunale esaminerà nel merito la controversia. La società continua a sostenere che la fusione rappresenti una risposta necessaria alla crescente competizione esercitata dai grandi operatori dello streaming e della tecnologia, come Netflix, Amazon e Apple.
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