ROMA – Il trionfo di Backrooms nelle sale cinematografiche non è il risultato di un’idea nata dal nulla. Dietro il progetto di Kane Parsons, autore che ha conquistato il pubblico partendo da video virali pubblicati online, si nasconde un percorso creativo alimentato da numerose influenze provenienti dalla cultura digitale contemporanea.
Tra videogiochi, produzioni web e immaginari nati su internet, una fonte d’ispirazione ha avuto un peso particolare nella costruzione dell’identità del film: Mr. Robot, la celebre serie creata da Sam Esmail con protagonista Rami Malek.
Lo stesso Parsons ha raccontato di aver seguito la serie numerose volte nel corso degli anni, non tanto per analizzarne la trama, quanto per immergersi nella sua atmosfera. Il regista ha spiegato di sentirsi particolarmente vicino al modo in cui la serie rappresenta la realtà, caratterizzata da una costante sensazione di disagio e alienazione.
Secondo Parsons, ciò che rende Mr. Robot così affascinante è la capacità di trasmettere uno stato di inquietudine permanente, una percezione del mondo che si riflette anche nel suo approccio creativo. Un elemento che, inevitabilmente, ha finito per influenzare il tono di Backrooms.
Il collegamento tra le due opere appare evidente osservandone i temi. Se Mr. Robot esplora la fragilità psicologica, la paranoia e il senso di estraneità attraverso la figura di un hacker tormentato, Backrooms trasforma quelle stesse sensazioni in un’esperienza visiva fatta di spazi vuoti, corridoi interminabili e ambienti apparentemente normali che nascondono qualcosa di profondamente sbagliato.
Nel film di Parsons, il terrore non nasce da mostri o minacce evidenti, ma dalla perdita di riferimenti e dalla sensazione di trovarsi intrappolati in una realtà familiare che ha smarrito ogni logica. Un concetto che richiama molte delle inquietudini contemporanee legate all’era digitale e all’isolamento.
Le dichiarazioni del regista confermano quindi come il successo di Backrooms sia il risultato di una combinazione di influenze diverse, tra cui spicca proprio Mr. Robot, una serie che continua a lasciare un segno profondo anche tra i nuovi autori del panorama horror.
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