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INTERVISTA | Portobello: dentro il processo che ha cambiato la storia della tv italiana

Russo Alesi, Preziosi e Musella ci raccontano il lato più teso e politico della serie di Marco Bellocchio.

ROMA – Prima la fama. Poi il sospetto. Poi il tribunale. Se il volto di Enzo Tortora è stato quello della caduta più clamorosa della televisione italiana, Portobello racconta anche ciò che si muoveva attorno a quella caduta: le aule di giustizia, le dichiarazioni, le responsabilità, le scelte. Marco Bellocchio torna sul caso del 1983 con uno sguardo chirurgico. Non cerca l’effetto, ma la frattura. Non il clamore, ma la tensione morale. E dentro quella tensione si muovono i personaggi interpretati da Fausto Russo Alesi, Alessandro Preziosi e Lino Musella.

Russo Alesi è il Pubblico Ministero Diego Marmo, figura centrale nell’impianto accusatorio. Un ruolo complesso, lontano dalla caricatura, immerso in un sistema giudiziario che si muove tra convinzioni, pressioni e responsabilità storiche. Musella interpreta Giovanni Pandico, il pentito che fa il nome di Tortora. Un personaggio ambiguo, destabilizzante, detonatore di un meccanismo che travolge tutto. Preziosi è Giorgio Fontana, dentro un contesto in cui giustizia e potere si intrecciano con il peso mediatico del caso. Con loro abbiamo parlato di cosa significa entrare in una storia che non è solo cronaca, ma memoria ancora viva. Del rischio di semplificare. Della scelta di Bellocchio di non offrire soluzioni facili, ma domande scomode.

Perché Portobello non è solo il racconto di un uomo accusato. È il racconto di un sistema. È il momento in cui l’opinione pubblica diventa tribunale. È il punto esatto in cui il rumore supera la verità. La serie debutta il 20 febbraio su HBO Max.

  • VIDEO | Guarda qui l’intervista completa:

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