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Intervista a Sara Petraglia: L’albero, il coraggio e la libertà di raccontare le fragilità

Alla Festa del Cinema di Roma, la regista romana – premiata con il Millennial Visionaria 2025 – racconta a Hot Corn il suo esordio con L’albero: un film sull’amicizia, sull’identità e sulla forza di guardarsi davvero dentro.

ROMA – C’è uno sguardo che precede ogni storia. Quello di chi osserva, ascolta e restituisce il mondo con verità. È lo sguardo di Sara Petraglia, regista romana classe 1989, che con il suo primo lungometraggio, L’albero, ha conquistato pubblico e critica per la delicatezza e la forza con cui racconta i legami, la crescita e le fragilità dell’età adulta.

Alla Festa del Cinema di Roma, all’interno della sezione Risonanze, Petraglia ha ricevuto il Premio Millennial Visionaria 2025, riconoscimento dedicato alle giovani autrici che si distinguono per libertà espressiva e originalità nel racconto per immagini. Un traguardo che premia non solo un esordio cinematografico, ma un percorso iniziato anni fa dietro l’obiettivo, come fotografa di scena nel mondo del cinema e della televisione.

Con L’albero, Petraglia firma un film di formazione maturo e personale, interpretato da Tecla Insolia e Carlotta Gamba, capace di esplorare amicizia e dipendenza affettiva con uno sguardo intimo e mai giudicante. A consegnarle il premio, la regista Paola Randi, storica sostenitrice del progetto Visionarie – Donne tra cinema, TV e racconto, insieme a Laura Delli Colli, presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani.

Nella nostra intervista, realizzata allo Spazio Roma Lazio Film Commission, Petraglia ripercorre la nascita del film, il valore del riconoscimento e il bisogno di dare voce a storie vere, imperfette e necessarie: quelle che nascono dal desiderio di raccontare sé stesse e il mondo con autenticità.

  • VIDEO | Guarda qui l’intervista completa su YouTube:

 

 

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