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Il documentario Melania cancellato in Sud Africa tra tensioni politiche, polemiche e flop alle porte

Il film sulla First Lady Melania Trump, sostenuto da Amazon MGM Studios e diretto da Brett Ratner, viene rimosso dai cinema sudafricani pochi giorni prima dell’uscita ufficiale e si trova al centro di dibattiti e critiche su più fronti.

Melania Trump
Freshly Popped

ROMA – Era atteso come un evento mediatico di inizio stagione cinematografica: Melania, il documentario che racconta gli ultimi 20 giorni prima del secondo insediamento presidenziale di Donald Trump, è stato ritirato all’ultimo minuto dai cinema in Sud Africa, mentre il resto del mondo si prepara alla sua uscita il 30 gennaio 2026.

Il progetto è prodotto da Amazon MGM Studios, che ha ottenuto i diritti per circa 40 milioni di dollari, e segna il ritorno alla regia di Brett Ratner, figura controversa di Hollywood dopo accuse di molestie sessuali emerse nel 2017 che lo portarono quasi all’esclusione dall’industria. Melania Trump non è solo la protagonista del documentario, ma figura anche come produttrice esecutiva dell’opera, che offre immagini e materiali inediti sulla sua esperienza personale e istituzionale durante il periodo di transizione alla Casa Bianca prima dell’inaugurazione del marito. Il film ha debuttato ufficialmente con una serata di gala al Kennedy Center di Washington D.C., alla quale hanno partecipato esponenti dell’amministrazione Trump e alcune celebrità, e Melania stessa ha definito l’esperienza “beautiful, emotional, fashionable”, sottolineando l’aspetto umano e cinematografico della narrazione. Tuttavia, quel debutto e il consistente investimento pubblicitario — stimato in altri 35 milioni — non hanno convinto tutti: molti critici e osservatori hanno definito la promozione aggressiva e il budget sproporzionato rispetto alle aspettative commerciali di un documentario.

La decisione di ritirare il film dalle sale in Sud Africa, annullata dal distributore locale Filmfinity all’ultimo momento, è stata ufficialmente motivata come una scelta interna legata a “sviluppi recenti”, senza specificare dettagli. Secondo varie analisi locali, la cancellazione ha almeno in parte a che fare con le tensioni politiche tra gli Stati Uniti e il governo sudafricano, legate a controversie commerciali e a commenti di Donald Trump su questioni razziali nel paese, che hanno fatto emergere un contesto sensibile al tipo di messaggio veicolato dal film. Altri commentatori hanno sottolineato che la polarizzazione politica globale attorno alla figura di Trump può aver reso problematico l’esordio di un documentario così direttamente collegato alla sua amministrazione.

La rimozione in Sud Africa si aggiunge a un’altra serie di segnali critici: le prenotazioni dei biglietti in paesi come il Regno Unito sono risultate molto deboli, con alcune catene cinematografiche che hanno confermato vendite quasi nulle per le prime proiezioni, e gli analisti di mercato stimano un possibile incasso di apertura compreso tra 1 e 5 milioni di dollari, cifre molto inferiori agli investimenti sostenuti. Il ritratto cinematografico punta a mostrare il lato più personale e “dietro le quinte” della figura di Melania Trump, seguendo la First Lady mentre organizza l’inaugurazione, gestisce la transizione presidenziale e affronta le pressioni pubbliche e private del suo ruolo. Amazon ha progettato anche una docuserie spin-off per estendere il racconto oltre il film, un’idea annunciata dalla stessa Melania Trump nonostante le critiche e la debole risposta del pubblico.

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