ROMA – Non sempre la Sicilia è luce. A volte si manifesta come una visione di vento, cenere e silenzio, dove le ombre respirano accanto ai vivi e la fede si confonde con la paura. Da questa materia incandescente nasce Lo Scuru, il nuovo film di Giuseppe William Lombardo, regista palermitano che con sguardo ipnotico e personale trasforma il romanzo di Orazio Labbate in un viaggio nell’anima nera del Mediterraneo.
Giovane promessa del cinema italiano, Lombardo si forma a Palermo e, già durante gli anni del liceo, entra in contatto con il mondo del teatro classico, collaborando come assistente alla regia per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico e lavorando accanto a Roberta Torre. Da allora il suo percorso è segnato da una costante ricerca estetica e da un profondo interesse per le zone d’ombra dell’animo umano.
Di questo e molto altro abbiamo parlato con il regista – durante la nostra intervista al Corner presso lo Spazio della Fondazione Roma Lazio Film Commission – il quale ci ha anche raccontato come da un’esperienza personale di dolore sia nato un film capace di restituire al buio la sua dimensione poetica. Prossimamente al cinema.
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