ROMA – Da Roma a Berlino, il viaggio del cinema europeo continua.
La European Film Academy ha svelato la shortlist dei 38th European Film Awards, la cerimonia che si terrà il 17 gennaio 2026 nella capitale tedesca.
Sessantasette film selezionati, trentaquattro Paesi rappresentati e una presenza italiana che quest’anno si fa sentire più che mai: sette titoli, tra grandi autori e nuove voci, che confermano la vitalità e la varietà del nostro cinema (qui la shortlist completa).
Un’edizione speciale, anche per noi: quest’anno Hot Corn accompagna la stagione degli European Film Awards come media partner italiano della European Film Academy.
Un modo per continuare a fare ciò che più amiamo: raccontare il cinema in tutte le sue forme, con lo stesso entusiasmo con cui lo viviamo ogni giorno — dentro e fuori la sala.
Sette film, sette modi di raccontare l’Italia
DUSE di Pietro Marcello
Un ritratto lirico e intimo di Eleonora Duse, dove memoria, arte e mito si fondono in una riflessione sull’identità e sul tempo.
FUORI di Mario Martone
Un film che parla di libertà e appartenenza, nel solco del cinema politico e umano che da sempre distingue il regista napoletano.
LA GRAZIA di Paolo Sorrentino
Il ritorno più atteso: uno sguardo ironico e malinconico sulla fragilità e la bellezza, filtrato attraverso la consueta eleganza visiva dell’autore.
FIUME O MORTE! di Igor Bezinović
Una coproduzione italo-croata che reinterpreta la storia di Fiume con spirito visionario, tra utopia e disillusione.
BALENTES di Giovanni Columbu
L’animazione italiana torna protagonista con un racconto radicato nella Sardegna più profonda, dove mito e poesia si incontrano.
COMMON PEAR di Gregor Božič
Una delicata coproduzione tra Italia e Slovenia: la natura come luogo di memoria, perdita e rinascita.
THE EGGREGORES’ THEORY di Andrea Gatopoulos
Un esperimento visivo e concettuale che intreccia filosofia e intelligenza artificiale, firmato da una delle voci più promettenti del nostro cinema.
Dal realismo di Martone alla grazia surreale di Sorrentino, dalla forza poetica di Columbu alla sperimentazione di Gatopoulos, il cinema italiano si conferma una delle presenze più curiose, vive e coraggiose dell’Europa cinematografica.
L’Europa sullo schermo
Accanto ai film italiani, la shortlist raccoglie alcune delle opere più discusse dell’anno: The Substance di Coralie Fargeat, A Real Pain di Jesse Eisenberg e Green Border di Agnieszka Holland. Un insieme di storie che raccontano un continente in trasformazione, capace di interrogarsi su potere, identità e memoria. È questo, in fondo, il senso più autentico degli European Film Awards: non soltanto premiare, ma creare un dialogo tra le voci del cinema europeo, costruendo ponti tra generazioni e visioni diverse.
Uno sguardo che attraversa i confini
Nei prossimi mesi racconteremo da vicino il percorso verso Berlino, seguendo i titoli italiani e le storie che fanno del cinema europeo un linguaggio condiviso, fatto di emozioni, domande e visioni. Perché, ancora una volta, il cinema ci ricorda che non esistono davvero confini — solo storie che meritano di essere ascoltate.
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