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Elaine Bogan: «Il ritorno di Spirit, Taylor Swift e la mia favola sull’emancipazione…»

L’evoluzione del personaggio, la musica, Katharine Ross: la regista racconta Spirit – Il ribelle

Un dettaglio del poster di Spirit - Il ribelle, in sala dal 17 giugno.

MILANO – Ricordate? La canzone di Zucchero, il cavallo ribelle, l’indiano buono: era il Natale del 2002 quando al cinema usciva Spirit – Cavallo selvaggio, cartoon DreamWorks che incassò quasi 150 milioni di dollari e ottenne anche una nomination all’Oscar. Diciannove anni e una serie Tv dopo, il 17 giugno arriva Spirit – Il ribelle, nuovo capitolo cinematografico della saga che riprende alcuni elementi, ma di fatto ne cambia molti: «Perché in realtà non è proprio un sequel», ci spiega la regista Eliane Bogan in collegamento via Zoom da Los Angeles. «Ne abbiamo discusso molto durante la lavorazione e in realtà questo è un film che rimane in piedi da solo. Non ha riferimenti diretti né al primo capitolo, né alla sere. Diciamo che è uno Spirit per nuove generazioni…».

Una scena di Spirit – Il ribelle.

IL FILM – «Da dove partiamo? Dalla protagonista, Lucky Prescott, una ragazzina determinata e forte, un personaggio che trovo incredibile e che sono molto felice sia nel mio primo film che dirigo da regista, con Karen Foster e Ennio Torresan. In fondo qui stiamo parlando di figure molto moderne, ragazze che prendono il loro destino e decidono di farsi una loro strada. In qualche modo ho sentito la storia da un punto di vista molto personale, mi ci sono ritrovata in Lucky e questo ha reso tutto più facile».

IL DOPPIAGGIO – «Per la versione originale ho avuto la fortuna di avere doppiatori davvero importanti, attori come Jake Gyllenhaal, Julianne Moore, Walton Goggins, Isabela Merced, una serie di figure davvero notevoli che non solo hanno accettato di buon grado, ma hanno anche portato idee e spunti per i loro personaggi. Molti cartoon non ricevono alcun tipo di trattamento per i personaggi dai doppiatori, sono solo voci che vengono inserite. Per Spirit invece c’è stata una lunga collaborazione e sono orgogliosa del fatto che molti di loro non avevano mai doppiato film d’animazione prima».

TAYLOR & AMIE – «Il supporto di Taylor Swift, la sua canzone, Wildest Dreams, il modo in cui ha appoggiato il film durante i Grammy è stato molto importante per tutti noi perché è proprio a quella generazione di ragazze che vogliamo andare a parlare. Sono felice anche di essere riuscita ad avere una compositrice per la colonna sonora, Amie Doherty. Non è semplice, perché il mondo delle soundtrack è totalmente composto da soli uomini anche se in realtà sono sempre più le donne che operano in questo campo, anche se viene raccontato poco. Quindi sì, anche Taylor e Amie rappresentano bene il senso di Spirit – Il ribelle».

Elian e Bogan in un altro momento durante l’intervista.

LE ISPIRAZIONI – «Non ho visto molti western per prepararmi, ma senza dubbio ne ho uno che rimane da sempre tra i miei preferiti: Butch Cassidy, un western con due uomini protagonisti, Paul Newman e Robert Redford, è vero, ma con un’eroina meravigliosa: Katharine Ross. Vidi il film da bambina e la figura di quella donna mi ispirò molto, in fondo anche lei fa parte della galleria di personaggi femminili che rappresentano bene il senso del nostro nuovo Spirit».

Katharine Ross con Paul Newman e Robert Redford in Butch Cassidy.

IL MIO VIAGGIO – «Ho cominciato tanti anni fa alla DreamWorks, sono partita da Shrek, poi Dragon Trainer, quindi Spirit rappresenta molto per me. Non è un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale. Ogni volta che mi metto a lavorare su un progetto mi chiedo se riesce ad arrivarmi a livello personale, se può parlarmi. Non ho appena letto la prima sceneggiatura, ho capito che era il momento giusto per debuttare alla regia. Non poteva davvero esserci un film migliore».

  • Qui il primo trailer di Spirit – Il ribelle:

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zola

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