ROMA – Timothée Chalamet ha parlato pubblicamente di Dune: Parte 3 nell’incontro pubblico con Matthew McConaughey, organizzato da Variety e CNN presso l’University of Texas at Austin, ha definito l’ultima parte della saga di Denis Villeneuve come “inquietante”.
“Quello che credo si veda alla fine del secondo capitolo, e per tutto il terzo, è come Matthew McConaughey in Interstellar, Heath Ledger ne Il cavaliere oscuro e Marlon Brando in Apocalypse Now e cose del genere” Ha commentato Timothée Chalamet, soffermandosi sulla trasformazione attraversata dal suo personaggio nella trilogia di Dune. “Anzi, aspettate, fatemi riformulare tutto! Non posso mettermi nella stessa barca. Diciamo solo che questi film sono stati una fonte d’ispirazione sorprendente.”
Per Timothée Chalamet, un elemento fondamentale di crescita artistica è stato il confronto sul set con Oscar Isaac, che nel primo Dune ha dato volto a Leto Atreides, il carismatico padre di Paul Atreides: “Si è accostato al personaggio in modo shakespeariano, interpretandolo con intensità. Mi ha spinto a prendermi la maggior libertà possibile”. Chalamet ha poi ammesso di essere stato “spiazzato dall’atmosfera futuristica. Ero reduce da Beautiful Boy e Chiamami col tuo nome’, film molto più naturalistici, e questo era un film enorme, quindi mi sentivo intimidito. Ma soprattutto in questo terzo film, tutte le cose fantastiche che si vedono sullo schermo derivano dalla libertà di movimento e di scelta. E con Denis, abbiamo davvero trovato un buon ritmo. È il capitolo più inquietante. È un grande cambiamento”.
Durante l’incontro, Timothée Chalamet ha evitato di entrare nei dettagli del terzo film, lasciando però intuire che il nuovo capitolo — atteso entro la fine dell’anno — avrà atmosfere ancora più intense e che il percorso di Paul Atreides subirà un’evoluzione decisamente drammatica. L’attore si è invece soffermato sull’aspetto tecnico della produzione, in particolare sulle sequenze legate agli iconici velivoli della saga. “Nel primo Dune, avevamo una sequenza con l’ornitottero che ho avuto modo di ripetere nel terzo, ma questa volta ero molto più preparato“, ha detto. “In Dune 3, a differenza del primo film, ho iniziato presto a prepararmi e ho studiato il pannello di controllo. Volevo sapere a cosa serviva ogni pulsante e inventarmi una dinamica. Questa è stata la mia ultima volta in un film di Dune, quindi volevo concentrarmi al massimo sulla sacralità del progetto.”
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