ROMA – Spazio anche per alcune polemiche durante la 79ª edizione dei BAFTA Film Awards, andata in scena il 22 febbraio 2026 a Londra: teatro di una discussione che ha superato i confini cinematografici: la BBC avrebbe tagliato dalla trasmissione televisiva il passaggio del discorso di accettazione di Akinola Davies Jr. in cui pronunciava le parole “Free Palestine”. Davies Jr., che ha vinto il premio Outstanding British Debut per My Father’s Shadow, aveva chiuso il suo intervento dedicando la vittoria alla memoria degli antenati e all’importanza di raccontare le storie delle comunità oppresse, con una citazione finale che includeva appunto quel messaggio.
La modifica è avvenuta nella versione trasmessa dalla BBC, che ha diritto di ridurre e adattare il montaggio della cerimonia per far entrare l’evento in un blocco di due ore. La BBC ha dichiarato in passato che tale editing serve a mantenere l’essenza delle dichiarazioni premiate, pur rispettando i vincoli di tempo imposti dal palinsesto. La decisione di tagliare proprio quella frase ha però innescato reazioni su più fronti: da un lato, alcuni commentatori e utenti social hanno accusato la rete pubblica di censura politica, sostenendo che il messaggio contro l’occupazione e in favore dei diritti umani andasse lasciato in onda integralmente; dall’altro, la scelta ha riaperto il dibattito sulla neutralità dei broadcaster pubblici nel trattare contenuti sensibili nei premi internazionali.
La questione si inserisce in un contesto più ampio di controversie che hanno riguardato la BBC negli ultimi anni riguardo alla gestione di contenuti potenzialmente divisivi: in passato la stessa emittente è stata criticata per la copertura di eventi dal vivo in cui si sono sentiti slogan o messaggi politici, con discussioni sull’equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità editoriale. Davies Jr. ha pronunciato il suo discorso dal palco del Royal Festival Hall poco dopo aver ricevuto il premio, ricordando l’importanza di archiviare e custodire le storie dei propri cari e delle proprie comunità. Quella conclusione — che faceva esplicito riferimento a milioni di persone “sotto occupazione, dittatura, persecuzione e genocidio” — è stata un chiaro riferimento politico a conflitti contemporanei nel mondo.
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