ROMA – Ci sono luoghi in cui il confine tra salvare qualcuno e perdere sé stessi diventa sottilissimo. Linea di Difesa – Gaza parte da lì: da una missione umanitaria nel cuore di un conflitto devastante, dal tentativo di portare via dei bambini feriti da un ospedale sotto assedio, dal peso emotivo di chi sceglie di restare mentre tutto intorno crolla.
Il nuovo film di Alessandro Tonda, prodotto da Rai Cinema insieme a MasiFilm con la partecipazione di HBO Max, si ispira a una reale operazione che avrebbe coinvolto intelligence italiana, forze speciali e Unità di Crisi della Farnesina nell’evacuazione di bambini palestinesi colpiti dai raid nella Striscia di Gaza.
Ma più che raccontare la guerra, il film sembra voler raccontare cosa succede alle persone dentro la guerra. La pressione, le scelte impossibili, le zone grigie. E quel senso di responsabilità che resta addosso anche quando la missione finisce.
Al centro della storia ci sono un’analista dell’intelligence italiana e un ex membro delle forze speciali oggi operativo sotto copertura per l’AISE. Insieme dovranno costruire un corridoio umanitario con il supporto della missione francescana in Terra Santa per evacuare un gruppo di bambini feriti. Una corsa contro il tempo dentro un territorio segnato dalla paura, dalla distruzione e dall’instabilità continua.
A interpretarli saranno Sara Serraiocco e Stefano Accorsi, mentre Vinicio Marchioni vestirà i panni di “Twist”, comandante del Nono Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, una delle unità operative d’élite dell’Esercito Italiano.
E c’è qualcosa di interessante nel modo in cui il progetto sembra voler tenere insieme due anime diverse: quella del thriller internazionale — fatto di intelligence, operazioni sul campo e tensione costante — e quella più intima, umana, dolorosamente fragile. Perché Linea di Difesa – Gaza non sembra voler trasformare il conflitto in spettacolo, ma usare il cinema di genere per interrogarsi sul valore della vita, sul senso del dovere e sulle ferite invisibili che certe missioni lasciano dietro di sé.
Dopo Il Nibbio, Alessandro Tonda continua così il suo percorso dentro storie ispirate a eventi realmente accaduti, lavorando ancora una volta sul rapporto tra geopolitica, memoria e tensione cinematografica. E il respiro del progetto è chiaramente internazionale: il film sarà infatti girato in italiano, inglese e arabo, con riprese previste per questa estate.
Secondo quanto emerso, Linea di Difesa – Gaza è stato sviluppato anche con il supporto della Presidenza del Consiglio, del DIS, dell’AISE, del Ministero della Difesa e del Ministero degli Esteri. Una collaborazione istituzionale insolita per il cinema italiano contemporaneo, che punta a costruire un racconto il più possibile radicato nella realtà operativa delle missioni umanitarie italiane all’estero.
La distribuzione italiana sarà affidata a 01 Distribution, mentre Rai Cinema International Distribution seguirà le vendite internazionali. E in un momento storico in cui le immagini della guerra arrivano continuamente sugli schermi di tutti noi, Linea di Difesa – Gaza prova a fare una cosa complessa: trasformare quella realtà in un racconto capace di restare umano.
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