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Channing Tatum, la boxe e Fighting | Se la vita a New York è una lotta continua

Nella nostra nuova puntata di Sport Corn, un cult di Dito Montiel dimenticato troppo presto

Channing Tatum in una scena di Fighting.

ROMA – Dimenticate la retorica e le promesse, perché la verità è quasi sempre una: solo i campioni centrano il bersaglio al primo colpo. Solo loro. E lui, sangue nicaraguense mescolato a quello irlandese, aveva stupito tutti con un folgorante esordio, Guida per riconoscere i tuoi santi. Era il 2006, e Orlando Anthony Montiel Junior in arte Dito Montiel irruppe nell’elenco dei filmmaker di nuovo corso da tenere d’occhio, con una storia autobiografica (la sua) dolente e magistralmente diretta. Applausi unanimi e una carriera appena decollata proprio da Astoria, nel Queens, dove era nato e cresciuto.

Faccia a faccia per non cadere. Channing Tatum in Fighting

Poi, l’inspiegabile virata da parte della critica e della distribuzione, che hanno allontanato Montiel dai riflettori – ma non da quelli del Sundance, del Tribeca e di Venezia, dove ha presentato quasi tutti i suoi film – facendolo diventare un autore citato e ricordato per un solo (se pure fulminante) film. Eppure, le altre sue opere meriterebbero, tutte, una seconda possibilità. Tra loro, uscito subito dopo Guida per riconoscere i tuoi santi, c’è il ruvido Fighting – lo trovate in streaming su CHILI – dove, a proposito di campioni, troviamo (ancora una volta) Channing Tatum, con le nocche sanguinanti e gli occhi disperati, alle prese con una realtà da prendere a cazzotti.

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Terrence Howard e Tatum in una scena di Fighting.

Tatum, sempre presente nella vita di Montiel fin dall’esordio, qui interpreta Shawn MacArthur, un ragazzotto del Sud che, alla ricerca di fortuna, si trasferisce a New York. Le cose gli vanno male, la subway è scomoda e affollata, Manhattan non è così magica come sembrava,  soprattutto se devi sopravvivere, giorno dopo giorno. E certamente non bastano i pochi spiccioli intascati vendendo cianfrusaglie sotto le luci del Radio City Music Hall. Così Shawn finirà per accettare le lusinghe di Harvey Boarden (Terrence Howard, sempre magistrale), che lo spingerà verso i cruenti e sporchi combattimenti illegali.

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Channing Tatum sulla linea 4, dal Brox fino a Brooklyn, della NYC Subway

Con Fighting Montiel, attraversa l’East River per buttare uno spaesato Tatum in una giungla di metallo, ripresa quasi sempre dall’asfalto, lontana dall’idea romantica che si ha della Grande Mela. C’è un sottobosco di personaggi e situazioni al limite, un ring che chiede, alla fine, un prezzo altissimo, in cui Tatum – bravissimo – cerca caparbiamente bagliori di rivalsa. Cosciente di ciò che fa per non affogare, prende a pugni prima il mondo e poi se stesso, sfidando la resistenza fisica e mentale. Montiel, bravo a ritmare gli incontri e la pulsione dello script, stravolge il suo amore per Gotham calandola in un’atmosfera oscura e rude, dove ogni slancio è accompagnato da una caduta. In un confronto con la realtà che non può, in alcun modo, eleggere un vincitore.

Volete vedere il film di Montiel? Lo trovate su CHILI: Fighting

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