ROMA – Ci sono storie che sembrano scritte per il grande schermo, e invece sono più vere del vero. Tipo – senza troppi giri di parole – questa: un regista con le bobine sotto braccio, porte sbattute in faccia, e un amico pronto a tutto pur di aiutarlo. Il regista è John Cassavetes. Il film si chiama Una moglie. E l’amico? Martin Scorsese. Siamo nel 1974. Cassavetes ha appena terminato uno dei suoi film più personali e radicali, Una moglie (A Woman Under the Influence), ma nessuno vuole distribuirlo. Troppo lungo, troppo complesso, troppo tutto. E allora che fa lui? Si mette le bobine sotto il braccio – sì, letteralmente – e comincia a portarle di cinema in cinema, come un venditore di sogni, sperando che qualcuno accetti di proiettarlo.
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