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CANNES 2026 I Ira Sachs porta in concorso The Man I Love con Rami Malek

Alla 79ª edizione del Festival di Cannes Ira Sachs presenta The Man I Love, un racconto ambientato nella New York degli anni ’80 tra arte, malattia e comunità creativa.

ROMA – Vita, morte, arte. E un confine sottile in cui le tre dimensioni finiscono per intrecciarsi, fino a diventare il nucleo stesso del racconto. The Man I Love, ultimo film di Ira Sachs (Passages), è tra i titoli più attesi del Festival di Cannes e rappresenta, tra l’altro, l’unico lungometraggio statunitense in concorso per la Palma d’Oro. Un dato che ne sottolinea immediatamente il peso all’interno della selezione.

Protagonista del film è Rami Malek, premio Oscar, che interpreta Jimmy George, attore nella New York meravigliosa e fatale di fine anni ’80. Una città che non dorme mai, ma che in quegli anni sembra attraversata da una tensione particolare: creativa, vitale, e al tempo stesso segnata dalla presenza dolorosa dell’epidemia di Aids, che fa da sfondo costante e ineludibile alla storia. Jimmy è malato e si trova a vivereuna fase della propria esistenza insieme fragile e intensissima. In questo contesto accetta quello che potrebbe essere il suo ultimo grande ruolo, in un momento in cui il confine tra vita personale e scena teatrale diventa sempre più poroso. Attorno a lui si muove una comunità di artisti e amici per i quali la creatività non è soltanto vocazione, ma una forma di resistenza quotidiana, un modo per restare aggrappati alla vita.

Il film, scritto da Sachs insieme allo storico collaboratore Mauricio Zacharias, si sviluppa tra musica, colori e passioni che attraversano i personaggi. L’osservazione resta centrale: il racconto segue i suoi protagonisti con attenzione discreta, lasciando emergere le relazioni e le fragilità. Nel cast figurano anche Tom Sturridge (The Sandman), Rebecca Hall (Vicky Cristina Barcelona), Ebon Moss-Bachrach (The Bear) e il giovane Luther Ford (The Crown), in un insieme corale che contribuisce a costruire un tessuto narrativo fatto di legami più che di individualità isolate.

Non è la prima volta che Ira Sachs, esponente di livello del cinema indie americano, approda a Cannes: nel 2019 aveva presentato Frankie, con la meravigliosa Isabelle Huppert, confermando una cifra stilistica riconoscibile. Il suo cinema si muove con precisione emotiva, attenzione all’intimità e una profonda umanità, evitando ogni forma di retorica. In The Man I Love questa sensibilità si rinnova. Il regista torna a esplorare dinamiche affettive e comunitarie con uno sguardo che non cerca mai l’enfasi, ma piuttosto la verità dei rapporti e dei silenzi. Il regista ritrova anche un team tecnico di fiducia composto da collaboratori storici: la direttrice della fotografia Josée Deshaies, il montatore Affonso Gonçalves, la casting director Avy Kaufman, lo scenografo Tommy Love e la costumista Megan Gray. Ne emerge un’opera che sembra muoversi con misura, costruendo un ritratto collettivo in cui la fragilità individuale e la forza della creazione artistica si intrecciano, senza mai sovrastarsi. 

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