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Cannes Archives: Segreti di Famiglia e il problema di chi rimane

Mentre va in scena l’edizione numero 71, riscopriamo su CHILI titoli e cult passati dalla Croisette

Jesse Eisenberg in una scena di Segreti di famiglia

Il nuovo vento di un certo cinema europeo – ricercato, estetico, significativo – soffia forte dal Nord, portando molti autori da tenere d’occhio. Tra loro, Joachim Trier, norvegese classe ’74, bravo a tal punto da meritarsi, per ben due volte, la Croisette di Cannes, prima con Oslo, 31. August, inserito in Un Certain Regard, e poi nel 2015, in Concorso, con il notevole Segreti di famiglia (lo trovate su CHILI a 0,90 euro). Andando controcorrente alla Terra da cui proviene, per Trier questo film è invece stato il battesimo del fuoco. Perché? Perché lo ha girato in lingua inglese, alzando il tiro e centrando il bersaglio (e il grande pubblico) al primo tentativo, mescolando un elegante formalismo visivo tipico del Nord Europa, ma abbracciandolo con un tepore empatico.

Cannes, 18 maggio 2015: Devin Druid, Rachel Brosnahan, Joachim Trier, Isabelle Huppert e Gabriel Byrne.

La storia è di quelle che non possono lasciare indifferenti, con un collettivo di personaggi alle prese con le materie principali della vita: amore, ricordo, morte. Segreti di famiglia ruota attorno ad Isabelle (Isabelle Huppert), fotografa di guerra francese, deceduta (suicida) in un incidente d’auto. Due anni dopo la scomparsa, viene organizzata una retrospettiva fotografica a New York e, con l’occasione, il marito Gene (Gabriel Byrne) e i figli Jonah (Jesse Eisenberg) e Conrad (Devin Druid), si ritrovano a confrontarsi (e scontrarsi) sulla memoria della madre, sovrapponendo passato e presente lungo una linea temporale fatta di dolori e rivelazioni.

Isabelle Huppert e Gabriel Byrne in una scena di Segreti di famiglia.

Eppure, l’equilibrio principale in Segreti di famiglia non né la morte e nemmeno la rielaborazione del lutto perché Trier nelle raffinate immagini e nella geometrica scrittura sintetizza le vite di chi è rimasto. Perché Isabelle, nelle sue foto, nei flashback, nei sogni, è l’assenza che muove la famiglia. Famiglia che sbaglia, cade, ha paura. Jonah, Gene e Conrad, nuclei all’interno di un solo nucleo famigliare, incastro di riflessi rivelati da un gruppo di attori formidabili: Isabelle Huppert e Gabriel Byrne sono una garanzia, così come Jesse Eisenberg è perfetto nella parte di chi scappa per non affrontare un dolore che non lascia scampo.

Devin Druid, visto poi nella serie Netflix Tredici.

Non solo loro però: fate attenzione anche alla magnifica apparizione di Rachel Brosnahan (vedi alla voce The Marvelous Mrs. Maisel, su Prime Video) e a Devin Druid, oggi ormai star di Netflix con Tredici ma che qui era praticamente all’esordio sul grande schermo. Personaggi dagli ingranaggi irregolari, costruiti su incostanti e precari livelli. Ma tutti, traducendo letteralmente il titolo originale, più forti delle bombe. Emozionante.

  • Qui un frammento della colonna sonora, mentre il film lo trovate qui a 0,90:

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