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Bret Easton Ellis: «Il cinema oggi? Il prodotto di una società aziendalizzata»

Tra letteratura, Marvel e libertà creativa: lo scrittore si è raccontato alla Festa del Cinema

Bret Easton Ellis.Foto di Ernesto S. Ruscio/Getty Images per RFF

ROMA – Adulato da un lato e ferocemente criticato dall’altro, Bret Easton Ellis è una figura polarizzante per la quale non esistono posizioni intermedie. Autore di romanzi cult, da Meno di zero ad American Psycho, lo scrittore di Los Angeles è arrivato a Roma per partecipare ad uno degli Incontri Ravvicinati della Festa del Cinema e presentare Bianco, il suo memoir edito da Enaudi in cui intreccia privato, letteratura, politica, cinema e critica sociale. Da Trump ai millennials, dalla sua infanzia alle pellicole dei grandi registi americani degli anni Settanta finendo per dire la sua anche sulla polemica del momento che vede cineasti come Scorsese e Coppola attaccare duramente i cinecomics. «Per me sono film blandi, conservatori e conformisti ma c’è qualcosa di snob nel criticarli».

Bret Eaton Ellis in uno degli scatti della nostra Elena Sudati

GLI ANNI ’70 «Per me quello degli anni Settanta è un cinema importante. Avevo l’età giusta per capirlo e apprezzarlo, sono cresciuto in quel periodo straordinario in cui il cinema dei giovani registi americani della nuova Hollywood, da Brian De Palma a Michael Cimino, veniva contaminato dal cinema europeo. Erano spesso film di genere, dagli horror alla fantascienza fino alle commedie romantiche. È stato entusiasmante essere un teenager in quel periodo e vedere quei film sul grande schermo. Senza dubbio quella grandiosità ha influenzato la mia scrittura quanto la letteratura».

Scaeface, una foto dal set del film.
Brian de Palma e Al Pacino sul set di Scarface.

ARTE & STUDIOS «Sempre negli anni Settanta i grandi Studios hollywoodiani erano pronti a finanziare le opere dei giovani autori, come Coppola o Scorsese, lasciandoli sperimentare liberamente. Ma tutto è finito quando questi film, da Toro Scatenato a Shining, che portavano ad incassi che a malapena coprivano i costi, hanno iniziato a fargli perdere grandi somme di denaro. Da quel momento tutto il potere è finito nelle mani di avvocati ed executives che hanno imposto un loro modello che ha soffocato quel fiorire artistico…»

Una scena di Shining

AMERICAN PSYCO & MIAMI VIACE «Lo stile di Miami Vice era ovunque, non serviva guardarla per conoscere quell’immaginario che si ritrova anche nel libro. Io personalmente non l’ho mai visto ma devo aggiungere che mi fu chiesto di scrivere un episodio durante la seconda e terza stagione della serie. Mi era venuta in mente una storia di fantascienza che ovviamente non fu mai realizzata…»

Christian Bale in American Psycho

MARVEL VS OLD HOLLYWOOD «Le reazioni degli haters alle dichiarazioni di Scorsese e Coppola? Tutti vengono trattati male sui social, servono proprio a questo. E tutti parlano di te perché sei un problema. Coppola ha 80 anni e i suoi lavori migliori risalgono a 40 anni fa. È normale che non gli piacciano i film Marvel perché hanno soppiantato i suoi sogni di una comunità artistica, dell’unione tra arte e Capitalismo. Basta solo pensare a Il Padrino. Ma anche i film Marvel sono dei sogni e c’è qualcosa di snob nel criticarli. Sono popolari perché c’è qualcosa che attrae il pubblico. A me sembrano blandi, conservatori e conformisti. Sono tutti film che parlano di miliardari, non è un mondo democratico, non è arte, sono un prodotto di una società sempre più aziendalizzata. È un peccato, oggi il mercato cinematografico dipende tutto dalla Disney e decideranno loro il futuro. Questo fa paura».

Bret Easton Ellis. Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images for RFF

LIBRI & CINEMA «Dicono che i brutti libri facciano buoni film e viceversa. Perché? I brutti libri sono tutti incentrati sulla trama ed i personaggi mentre i buoni libri sono letteratura, idee e sentimenti difficili da riprodurre. Basta pensare a Il grande Gatsby, impossibile da riprodurre, o dall’altro a grandi film tratti da libri non altrettanto grandi come Rosemary’s Baby o Lo squalo».

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