ROMA – È difficile immaginare la televisione italiana senza Pippo Baudo: tanto da parlare sin da subito, oggi, dell’era ”Baudo”. un volto che ha incarnato l’anima stessa del piccolo schermo, capace di trasformare ogni diretta in un momento di vicinanza e partecipazione condivisa. Nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, Baudo ha iniziato la propria carriera negli anni Cinquanta, muovendo i primi passi come pianista, attore e presentatore in Sicilia, mentre studiava diritto all’Università di Catania. Quell’inizio promettente fu benaugurante: pochi anni dopo, sarebbe diventato una delle figure più celebri e amate della Rai.
Il suo talento universale emerge soprattutto nei grandi show che hanno segnato un’epoca. Primo fra tutti, il Festival di Sanremo: Pippo lo ha condotto per ben tredici edizioni, un record ineguagliato. Ma il suo impatto non si è fermato lì: dalla leggerezza di Canzonissima a Domenica In, passando per Fantastico, fino al quiz culturale Novecento, ogni suo intervento televisivo racchiudeva eleganza, ironia e un gusto innato per la narrazione popolare.
Pippo Baudo non è stato solo un conduttore, ma anche un talent scout. Grazie a lui hanno trovato spazio e successo numerose stelle della musica, della comicità e dell’intrattenimento: Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Heather Parisi, Lorella Cuccarini e molti altri devono parte della loro fortuna al coraggio e all’intuizione di Superpippo.
Dietro al volto noto e sorridente, c’era un uomo riservato e appassionato. Baudo ha dedicato anni alla cultura, anche ricoprendo ruoli istituzionali: fu direttore artistico e presidente del Teatro Stabile di Catania negli anni Novanta e Duemila. Non ha mai nascosto l’amore profondo per le sue radici siciliane e l’impegno verso un intrattenimento che fosse innanzitutto racconto dell’italianità.
Con la sua scomparsa, avvenuta il 16 agosto 2025 a Roma all’età di 89 anni, il Paese perde un narratore instancabile del quotidiano, capace di farci sentire più vicini gli uni agli altri, grazie a quel piccolo schermo che trasformava in casa comuno. È stato definito “il signore della televisione italiana”, “il re della tv nazionalpopolare”, l’uomo che ha fatto dell’intrattenimento un rito collettivo e uno specchio della società.
Semplicemente Pippo Baudo. Un professionista che ha insegnato che la televisione può essere arte gentile: capace di emozionare, di scoprire talenti, di tessere connessioni. Il suo lascito va oltre gli ascolti e i premi: è nella memoria di generazioni che hanno riso, sognato e vissuto insieme a lui.
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