ROMA – 33 anni trascorsi in carcere da innocente: la drammatica vicenda di Beniamino Zuncheddu diventa un film necessario diretto da Francesco Piras. Con il documentario/film “Zustìssia”, il cinema si fa specchio di una delle ferite più profonde della storia giudiziaria italiana. Noi di Hot Corn abbiamo incontrato i protagonisti Michele Riondino e Fabrizio Ferracane per riflettere sull’incredibile resistenza umana di Beniamino, sulla complessa psicologia di un uomo spogliato di ogni identità e su un sistema giudiziario incapace di ammettere i propri errori. Intervista di Maria Corrada Verardi
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