SANTARCANGELO DI ROMAGNA – Che cosa significa davvero fare cinema indipendente oggi? Non semplicemente lavorare fuori dalle grandi produzioni, ma rivendicare la possibilità di raccontare storie, sperimentare linguaggi e affrontare temi senza dover necessariamente rispondere alle logiche del mainstream.
È da questa idea che nasce il Nòt Film Fest, festival internazionale dedicato al cinema indipendente che dal 26 al 30 agosto ha portato a Santarcangelo di Romagna la sua nona edizione, tra oltre cento proiezioni, anteprime, incontri, talk e momenti dedicati ai professionisti del settore.
Un progetto nato a Los Angeles dall’esperienza di un gruppo di amici e filmmaker e diventato negli anni una realtà internazionale costruita intorno a un principio preciso: creare non soltanto uno spazio in cui mostrare il cinema indipendente, ma una community in cui filmmaker, professionisti, giurati e pubblico possano incontrarsi e confrontarsi.
Al centro rimangono le storie e chi sceglie di raccontarle fuori dai percorsi più convenzionali. Un’identità racchiusa anche nel nome stesso del festival: nót significa “notte” in dialetto romagnolo, mentre il “not” inglese racconta la volontà di mettere in discussione regole e modelli prestabiliti.
Durante il festival Hot Corn ha incontrato Alizé Latini e Giovanni Labadessa, co-direttori e co-fondatori del Nòt Film Fest, per ripercorrere la storia della manifestazione e riflettere sul significato del cinema indipendente oggi, sulle difficoltà di chi prova a realizzarlo e sull’importanza di creare occasioni concrete per le nuove voci.
- VIDEO | Guarda qui la nostra intervista ad Alizé Latini e Giovanni Labadessa
https://youtu.be/L88s4n9DbjI




Lascia un Commento