SANTARCANGELO – Ultimo giorno di cinema per il Nòt Film Fest, che domenica 30 agosto chiude a Santarcangelo di Romagna la sua nona edizione dopo cinque giornate dedicate soprattutto a quel cinema indipendente che spesso fatica a trovare spazio nei circuiti tradizionali. Nato dall’idea di un gruppo di amici a Los Angeles e costruito negli anni come una sorta di salon des refusés contemporaneo, Nòt ha fatto della scoperta di nuovi autori e dell’incontro diretto tra filmmaker e pubblico la propria identità. Non soltanto proiezioni, dunque, ma talk, occasioni formative e networking quotidiano.
La giornata conclusiva parte alle 10.30 al Teatro Lavatoio con il talk True Story: Get the Lawyers Perspective. A confrontarsi saranno Giulia Bocaletti e Harris Tulchin, due avvocati specializzati nell’audiovisivo, rispettivamente dalla prospettiva italiana e statunitense. Al centro dell’incontro tutto ciò che accade quando una storia vera deve diventare cinema o televisione: diritti, privacy, diffamazione, utilizzo dell’immagine, liberatorie e responsabilità dei produttori, fino alle differenze tra Italia e Stati Uniti e al tema del fair use.
Quasi contemporaneamente, alle 11 nella Sala Wenders del C’Entro Cinema, spazio alla proiezione speciale di Igor. L’eroe romantico del calcio di Luca Dal Canto. Dopo la pausa, il festival riparte alle 15.30 nella stessa sala con Director’s Cut, una selezione di cortometraggi internazionali per quasi due ore di proiezione. Alle 16, nella Sala Antonioni, arriva invece il documentario Lo spazio vuoto di Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli, preceduto dai corti Last Resort di Bren Cukier e Talismans di Lada Kopytova.
Il pomeriggio prosegue alle 17.30 con The Rattlin’ Bog di Maxwell Klaiber, inserito nella sezione suspense e accompagnato dai cortometraggi Something Wild di Zsuzsanna Konrad e Box With God di Thomas Harrington Rawle. Mezz’ora più tardi, alle 18 nella Sala Antonioni, sarà invece il momento del documentario Kings of Venice di S.D. Saltarelli e Sveinn Ingimundarson, preceduto da Sweet Sweat di Michele Formica e Favole di Anita Ricci.
Ma uno degli elementi più interessanti del Nòt rimane la volontà di accorciare la distanza tra chi realizza i film e chi li guarda. Alle 19 al Giardino del MET torna così Meet the Filmmakers, l’appuntamento quotidiano di networking che durante il festival ha messo insieme registi, produttori, sceneggiatori, attori, studenti e pubblico in un contesto volutamente informale. Un modo per continuare le conversazioni iniziate dopo le proiezioni e, perché no, far nascere nuove collaborazioni. L’ultima proiezione competitiva è fissata alle 19.30 nella Sala Wenders con il drama Harakiri, I Miss You di Alejandro Castro Arias, preceduto dal corto Best Practice di Martin Strange-Hansen. Poi il festival si sposterà definitivamente all’aperto.
Alle 21 al MET – Cinema all’aperto arriverà infatti il momento dei Moonwalker Awards, la cerimonia che svelerà i vincitori della nona edizione. La serata comprenderà anche la proiezione dei cortometraggi di Not a Chance, realizzati in collaborazione con La Valigia dell’Attore. Sarà l’ultimo atto di un festival che rivendica fin dalla propria nascita una precisa idea di cinema: cercare ciò che sta ai margini dell’industria prima che diventi, magari, il cinema di domani.
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