ROMA – Sky Arte porta in prima visione Andy Warhol – American Dream, il documentario diretto da Ľubomír Slivka che svela il lato più intimo e meno conosciuto del padre della Pop Art. L’appuntamento è fissato per domenica 26 luglio alle 21:15, con disponibilità anche in streaming su NOW e on demand.
L’opera ripercorre la vita di Andy Warhol partendo dalle sue origini familiari, molto prima della fama internazionale conquistata grazie alle celebri Campbell’s Soup Cans e ai ritratti di Marilyn Monroe. Il documentario accompagna gli spettatori fino a Miková, nell’attuale Slovacchia, il piccolo villaggio da cui partirono i genitori dell’artista, Ondrej Warhola e Júlia Justína Zavacká, emigrati negli Stati Uniti alla ricerca di un futuro migliore.
Nato a Pittsburgh, Warhol cresce in una famiglia di umili origini, profondamente legata alla fede e al valore del lavoro. Attraverso testimonianze esclusive dei nipoti Donald Warhola, vicepresidente della Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, e James Warhola, illustratore e artista, emerge il forte legame tra l’infanzia dell’artista e la sua futura produzione creativa.
Il documentario ricostruisce episodi fondamentali della sua formazione: dalle icone bizantine osservate nella chiesa frequentata da bambino, alla perdita del padre quando aveva appena 14 anni, fino ai piccoli lavori realizzati insieme alla madre utilizzando lattine di Coca-Cola. Esperienze che contribuirono a plasmare il suo sguardo artistico e la capacità di trasformare gli oggetti quotidiani in opere d’arte. Il racconto è arricchito da materiali provenienti dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, dal museo dedicato all’artista a Medzilaborce, dalla Galleria Nazionale Slovacca, dalla Galleria di Praga e dalla Andy Warhol Foundation, oltre alle testimonianze di amici, familiari e studiosi.
La seconda parte del documentario segue invece il trasferimento di Warhol a New York, città in cui costruisce il proprio mito artistico. Qui nasce la leggendaria Silver Factory, laboratorio creativo e punto d’incontro di artisti, musicisti, attori e personalità della controcultura, diventato uno dei simboli della scena culturale americana degli anni Sessanta.
Il documentario ripercorre anche uno dei momenti più drammatici della sua vita: il 3 giugno 1968, quando la scrittrice e attivista Valerie Solanas gli sparò tre colpi di pistola. Warhol sopravvisse all’attentato, ma quell’episodio cambiò profondamente il suo carattere, portandolo a vivere sempre più appartato fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1987.
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