ROMA – Prima ancora di arrivare nelle sale, L’Odissea è diventato uno dei film più discussi dell’anno. Dalle polemiche sul casting alle critiche per alcune scelte stilistiche, passando per il dibattito sugli accenti utilizzati dagli attori e sulla rappresentazione del poema di Omero, il nuovo kolossal di Christopher Nolan è finito al centro di numerose discussioni online. Per il regista britannico, però, non c’è nulla di nuovo.
Intervistato in occasione dell’uscita del film, Nolan ha spiegato di aver imparato a convivere con questo tipo di reazioni già durante il lungo periodo trascorso alla guida della trilogia di Batman. Un’esperienza che, a suo dire, gli ha insegnato a dare il giusto peso alle critiche che precedono l’arrivo di un film nelle sale. “Ho passato dieci anni della mia vita con Batman”, ha raccontato il regista. “Le discussioni che avvengono prima che le persone vedano un film sono sempre irrilevanti.”
Parole nette, che arrivano mentre The Odyssey continua a essere oggetto di dibattito soprattutto sui social. Negli ultimi mesi alcuni utenti hanno criticato il casting di attori come Lupita Nyong’o, scelta per interpretare Elena di Troia, mentre altri hanno contestato l’utilizzo di accenti americani in un racconto ambientato nell’antica Grecia. Critiche alle quali si sono aggiunti commenti sulla fedeltà storica di costumi e scenografie. Per Nolan, però, il punto è un altro. Ogni adattamento, sostiene, nasce inevitabilmente da un’interpretazione personale dell’opera originale. Lo stesso principio che aveva guidato il suo lavoro sui fumetti DC è stato applicato anche all’epopea di Omero. “L’unico modo per essere fedeli al materiale originale è realizzarne una versione profondamente personale”, ha spiegato il regista, aggiungendo che cercare di accontentare ogni aspettativa esterna sarebbe un errore.
Non è la prima volta che Nolan si trova ad affrontare uno scetticismo iniziale. Nel 2006, quando annunciò Heath Ledger come nuovo Joker per Il cavaliere oscuro, la scelta fu accolta da una parte del pubblico con forti perplessità. La storia avrebbe poi dimostrato il contrario: l’interpretazione di Ledger è diventata una delle più celebrate nella storia del cinema, premiata anche con l’Oscar postumo come Miglior attore non protagonista.
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