GARDA – Dopo Isabella Ferrari, Giorgio Pasotti e Giorgio Colangeli, il Garda Cinema Film Festival ha accolto un’altra protagonista del cinema italiano contemporaneo. La seconda serata della manifestazione diretta da Franco Dassisti ha visto protagonista Milvia Marigliano, premiata con il Premio Scintilla per la sua interpretazione di Coco Valori in La Grazia di Paolo Sorrentino.
Sul palco dell’arena del lungolago Regina Adelaide, Marigliano si è raccontata con l’ironia, l’eleganza e la sincerità che caratterizzano anche molti dei suoi personaggi. Un incontro che ha attraversato il teatro, il cinema e gli incontri decisivi che possono cambiare una vita.
Tra i ricordi condivisi con il pubblico, quello dell’avvicinamento alla recitazione. Marigliano ha raccontato di aver scoperto il teatro quasi per caso, durante un campo vacanze in cui la sera si mettevano in scena piccoli spettacoli. È lì che ha capito quale fosse la sua strada: «Ho sentito il cappotto della mia misura», ha raccontato, descrivendo quella sensazione rara di riconoscersi improvvisamente nel proprio posto nel mondo.
Al centro della serata, naturalmente, anche La Grazia, l’ultimo film di Paolo Sorrentino che le è valso la candidatura come miglior attrice non protagonista ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Con grande ironia, Marigliano ha ricordato il periodo in cui il progetto sembrava destinato a non vedere la luce. Inizialmente, infatti, Sorrentino avrebbe dovuto realizzare La Grazia prima di Parthenope, salvo poi invertire i programmi. Una decisione che l’attrice ha raccontato scherzosamente di aver vissuto come una sorta di tradimento sentimentale, tanto era forte il legame che aveva già sviluppato con il progetto e con il personaggio di Coco Valori.
Un personaggio complesso, sospeso tra fragilità, mistero e umanità, che ha trovato una perfetta controparte nella collaborazione con Toni Servillo. Marigliano ha sottolineato la naturalezza e l’equilibrio del lavoro condiviso con l’attore napoletano, evidenziando come la comune formazione teatrale abbia contribuito a creare una sintonia immediata sul set.
Anche noi di Hot Corn abbiamo incontrato Milvia Marigliano prima dell’evento. Con l’attrice abbiamo parlato del Premio Scintilla, della felicità, del rapporto con Paolo Sorrentino e di ciò che ancora oggi cerca nei personaggi che sceglie di interpretare.
Qui la nostra intervista completa a Milvia Marigliano:
Accanto agli incontri con gli ospiti, è proseguito anche il Concorso Internazionale Cortometraggi, uno degli spazi più vitali della manifestazione. Tra i documentari presentati al pubblico Everyday in Gaza di Omar Rammal, vincitore del David di Donatello come miglior cortometraggio, e Il futuro di Antimo Campanile, racconto dedicato a un gruppo di ragazzi ospitati in una comunità di riabilitazione minorile.
Per la sezione fiction sono stati invece proiettati Son di Zhanna Bekmambetova, Fiji di Andrea Lamedica, A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher e Super Vito di Elisabetta Rocchetti, opere che confermano la varietà di sguardi e linguaggi presenti in concorso.
La serata si è completata con la presentazione di Lemonade di Diego Fandos, cortometraggio in concorso che racconta il confronto tra una coppia all’interno di un parco.
Con Milvia Marigliano il Garda Cinema Film Festival prosegue il suo percorso tra grandi interpreti e nuovi talenti, confermando la capacità di mettere in dialogo il cinema affermato e quello che sta ancora cercando la propria voce.
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