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Emma Stone, la rasatura shock per Bugonia: il patto segreto con Yorgos Lanthimos e le paure che non aveva mai raccontato

Bugonia: paura, fiducia e un gesto radicale che è diventato il simbolo del film più disturbante dell’anno

Emma Stone in una scena di Bugonia

ROMA – Emma Stone pelata davanti alla macchina da presa non è solo un colpo di scena pensato da Yorgos Lanthimos. È il risultato di un patto – ha detto l’attrice a People -, di una paura vera e di un rapporto di fiducia talmente radicale da trasformare un gesto “di copione” in un atto di solidarietà e, ormai, in un piccolo fenomeno pop. L’attrice premio Oscar, protagonista di Bugonia, ha infatti accettato di rasarsi davvero la testa per il film solo a una condizione: che anche il regista facesse lo stesso. Un gesto simbolico, ma pesantissimo, soprattutto per chi – come lei – considerava quei capelli lunghi una parte importante della propria identità.

Il “patto della macchinetta”: o tutti e due, o niente

Stone ha raccontato di aver guardato Lanthimos e di avergli detto, in sostanza: se io mi rado la testa, lo fai anche tu. “Dovremo rasare anche la tua, così lo facciamo per solidarietà”, è stato il senso delle sue parole. E lui ha detto sì. Il patto non è rimasto teorico: sul set, la macchinetta è passata davvero anche sul cranio del regista, con Emma a impugnarla personalmente. Non è solo un momento di complicità sul set, ma un modo per spostare il peso della trasformazione dal corpo di una donna – da sempre sorvegliato, giudicato, discusso – a un terreno condiviso. Se il film chiede un sacrificio fisico, lo chiede a entrambi.

Il giorno del panico: quando Emma ha quasi tirato indietro la testa

Dietro l’immagine ormai virale di Emma Stone rasata a zero non c’è solo entusiasmo. L’attrice ha ammesso più volte di essere andata nel panico proprio il giorno in cui doveva girare la scena. La sequenza era tecnicamente delicatissima: una sola possibilità, ripresa con cineprese ad alta definizione, senza margine di errore. Una volta passata la macchinetta, non si torna indietro. Stone ha raccontato di aver avuto i “cold feet”, i famosi piedi freddi da matrimonio: per qualche ora ha seriamente pensato di non farcela. A farle cambiare prospettiva è stato un ricordo doloroso: la malattia della madre, che aveva perso i capelli durante la chemioterapia. Se lì radersi significava combattere per la vita, qui sarebbe stato “solo” per un film. Il confronto, per quanto emotivamente duro, l’ha aiutata a prendere la decisione e a trovare il coraggio di sedersi su quella sedia.

Emma Stone in una scena poco dopo la rasatura

Capelli, identità e fantascienza: cosa significa la rasatura in Bugonia

In Bugonia, Stone interpreta Michelle Fuller, una CEO farmaceutica rapita da due cugini complottisti convinti che sia in realtà un’aliena venuta a distruggere la Terra. Per “interrompere le comunicazioni” con il suo presunto pianeta, i sequestratori decidono di privarla anche dei capelli, che nella loro logica distorta diventano una sorta di antenna, un dispositivo di contatto con l’altrove. La rasatura diventa così un doppio gesto: di violenza e di purificazione, di controllo e di paura. È la crudeltà tipica del cinema di Lanthimos, che usa il corpo dei personaggi come spazio di scontro tra potere, superstizione e follia. La lunga chioma rossa di Emma Stone – così riconoscibile nelle sue precedenti collaborazioni con il regista – viene cancellata davanti ai nostri occhi, come se la protagonista venisse “spogliata” del suo status di donna di potere e ridotta a semplice corpo su cui proiettare paranoie e deliri. Fuori dal set, però, quella scelta ha un altro peso: Stone ha ammesso che, una volta superato il panico iniziale, la sensazione è stata quasi liberatoria. Il taglio drastico, da capelli molto lunghi a zero, è diventato anche per lei un modo per sperimentare un’identità diversa, più esposta ma anche meno “addomesticata”.

Il segreto sotto il cappello: mesi di vita “in incognito”

C’è poi un dettaglio quasi comico: per mesi, dopo le riprese, Emma Stone ha dovuto letteralmente nascondersi. Niente uscite improvvisate, niente apparizioni non calcolate: cappellini, beanie e copricapi di ogni tipo sono diventati obbligatori per non spoilerare al mondo il suo nuovo look. La produzione voleva preservare l’effetto sorpresa e l’attrice ha giocato la partita fino in fondo, vivendo per un lungo periodo una sorta di “vita sotto copertura”. Il risultato si è visto quando è uscito il primo trailer di Bugonia: l’inquadratura di Emma Stone rasata è esplosa online, trasformando quella scelta di recitazione in un’immagine-icona ancora prima che il pubblico potesse vedere il film in sala.

Da sacrificio di set a fenomeno promozionale (e sociale)

Come spesso accade con Lanthimos, il confine tra schermo e realtà si assottiglia. Negli Stati Uniti, in una proiezione speciale al Culver Theater di Los Angeles, alcuni spettatori si sono visti offrire il biglietto gratis a patto di presentarsi già calvi o di farsi rasare durante l’evento. Decine di persone hanno accettato di passare sotto la macchinetta per sentirsi, per una sera, parte dell’universo disturbante di Bugonia. Un’operazione di marketing certo, ma anche un segnale: la testa rasata non è più solo un vezzo di sceneggiatura, ma diventa un gesto di appartenenza, quasi un rito di fanship.

Emma Stone con Yorgos Lanthimos sul set

Un’ennesima prova del sodalizio Stone–Lanthimos

Bugonia segna la quarta collaborazione tra Emma Stone e Yorgos Lanthimos, dopo La favorita, Poor Things e Kinds of Kindness. È un sodalizio artistico che, film dopo film, spinge l’attrice sempre più lontano dalla comfort zone di Hollywood per portarla in territori fisici, emotivi e psicologici estremi. Radersi la testa in un’unica take, accettare di mostrarsi vulnerabile, confessare pubblicamente panico e paura: tutto questo non è solo “dedizione al ruolo”. È la dimostrazione di come, quando la fiducia tra regista e interprete è totale, anche un gesto così radicale possa trasformarsi da incubo da camerino in una delle immagini più potenti – e commentate – del cinema di questo periodo.

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