ROMA – C’è chi il cinema lo racconta. E chi, come Maurizio Nichetti, lo reinventa ogni volta. Capace di trasformare l’assurdo in quotidiano e il quotidiano in un gioco di specchi, Nichetti è stato – e continua a essere – una delle voci più irregolari, libere e sorprendenti del nostro cinema. Con Nichetti Quantestorie, presentato al Biografilm 2025, il regista Stefano Oddi lo accompagna in un viaggio che somiglia a un salto dentro il suo laboratorio creativo.
Il docu-film rilegge una carriera che ha attraversato decenni, linguaggi e rivoluzioni tecniche: dagli anni Settanta del teatro milanese all’incontro con Bruno Bozzetto, tra animazione, spot e corti che oggi sono piccoli cult; dall’exploit di Ratataplan, che lanciò un nuovo sguardo comico nel nostro cinema, alla consacrazione internazionale di Ladri di saponette, fino al mix radicale di live action e animazione di Volere Volare, ancora oggi un unicum.
Oddi intreccia testimonianze, materiali d’archivio e frammenti dei film in un montaggio che sembra dialogare direttamente con il modo di pensare dell’autore: mobile, curioso, impossibile da ingabbiare. A prendere la parola sono collaboratori storici, interpreti, tecnici: Bruno Bozzetto, Luca Bigazzi, Angela Finocchiaro, Iaia Forte, Milena Vukotic e molti altri. Tutti, ognuno a suo modo, ricompongono il puzzle di un talento che ha mescolato commedia, poesia e invenzione visiva come pochi altri in Italia.
Distribuito da Cat People, Nichetti Quantestorie arriva solo nei cinema dal 20 novembre, accompagnato da incontri ed eventi speciali. Tra questi, la presentazione del 23 novembre al MIC di Milano, con Nichetti e Bozzetto, seguita dalla proiezione in 35mm di Volere Volare: un omaggio perfetto per tornare dove tutto è iniziato e ricordare perché il suo cinema continua a sembrarci così sorprendentemente contemporaneo.
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