ROMA – A volte basta un “no” per cambiare tutto. Jennifer Lawrence lo sa bene: molti anni fa aveva tentato di entrare nel cast di Twilight, ma la parte che desiderava finì a un’altra attrice. Un rifiuto che, come spesso accade nelle storie migliori, si è rivelato un inizio. Perché oggi, a distanza di quasi due decenni, Lawrence ritrova Robert Pattinson — il volto simbolo della saga — come co-protagonista di Die My Love, il nuovo e attesissimo film diretto da Lynne Ramsay.
Tratto dall’omonimo romanzo di Ariana Harwicz, il film racconta una discesa negli abissi emotivi di una donna in lotta con la propria mente e con il mondo che la circonda. Un viaggio oscuro e viscerale, perfetto per l’intensità di Lawrence e per la sensibilità di Ramsay, regista di E ora parliamo di Kevin e You Were Never Really Here. A interpretare il marito, in un ruolo altrettanto complesso e ambiguo, proprio Pattinson: un incontro che sa di destino, ma anche di evoluzione artistica.
Per entrambi, Die My Love rappresenta un punto di svolta. Lawrence prosegue il suo percorso verso un cinema più maturo, personale e radicale, dopo Causeway e No Hard Feelings, mentre Pattinson conferma la sua vocazione a ruoli autoriali e imprevedibili, lontani dagli schemi del divo hollywoodiano. Due carriere che si incrociano di nuovo, questa volta non per caso.
Lynne Ramsay, da sempre maestra nel raccontare l’invisibile, promette un film che esplora la vulnerabilità come atto di forza e la perdita come forma di liberazione. Ed è difficile non leggere in questa collaborazione anche un sottotesto simbolico: il cerchio che si chiude, la possibilità di riscrivere un finale mai scritto.
Dalla saga che ha segnato una generazione a un dramma intimo e feroce: Jennifer Lawrence e Robert Pattinson si ritrovano sullo stesso set, ma in un altro tempo, in un altro cinema. Un incontro che non nasce dal destino, ma dalla consapevolezza. E forse, proprio per questo, ancora più potente.
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