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Happy Gilmore 2 è un trionfo su Netflix: esordio da record per Adam Sandler

Il sequel della celebre commedia conquista la vetta delle classifiche Netflix con numeri da record e un cast pieno di sorprese

Uno swing di Happy Gilmore, interpretato da Adam Sandler

ROMA – Adam Sandler ha colpito (ancora). Il suo atteso “Happy Gilmore 2”, sequel della cult comedy del 1996, ha fatto il botto su Netflix, diventando il film con il miglior debutto di sempre negli Stati Uniti sulla piattaforma. Nella sua prima settimana di programmazione (dal 21 al 27 luglio), il film ha totalizzato 46,7 milioni di visualizzazioni equivalenti, pari a oltre 91 milioni di ore guardate, secondo i dati ufficiali Netflix. Un risultato che lo piazza davanti a qualsiasi altro titolo originale targato USA nella storia del colosso dello streaming.

Il ritorno di Sandler nei panni dell’irascibile golfista ha fatto centro. Il film ha subito conquistato la vetta delle classifiche americane e si è piazzato secondo a livello globale tra i film del 2025, dietro solo a “Back in Action”. Ma non è finita qui: l’effetto nostalgia ha avuto un’eco clamorosa. Il film originale, “Happy Gilmore” (1996), è risalito in classifica fino al terzo posto nella top 10 globale, accumulando oltre 11 milioni di visualizzazioni in una sola settimana. Un ritorno in grande stile, sia per il personaggio che per il suo pubblico.

Il cast: vecchie glorie e volti nuovi

A fianco di Sandler, tornano anche Christopher McDonald (Shooter McGavin), Julie Bowen (Virginia Venit) e persino Ben Stiller, in una delle tante apparizioni a sorpresa. Il cast di Happy Gilmore 2 è arricchito da nuovi innesti come Benny Safdie, Bad Bunny nel ruolo del caddie, e cameo inaspettati di Travis Kelce, Eminem e perfino le figlie di Sandler, Sunny e Sadie, insieme alla moglie Jackie. La regia è firmata da Kyle Newacheck, mentre la sceneggiatura porta la firma storica di Tim Herlihy e Sandler stesso, un duo che conosce molto bene l’universo comico che i fan amano.

La trama: Happy torna… per amore

Nel sequel, troviamo un Happy Gilmore ormai ritirato, alle prese con una vita non troppo brillante e qualche eccesso di troppo. Quando scopre che la figlia Vienna ha bisogno di un finanziamento per studiare danza a Parigi, decide di rimettersi in gioco. Una sfida tra padri, rivincite, colpi di genio e una valanga di gag. Il film gioca tutto sull’effetto amarcord, con riferimenti continui al primo capitolo e un tono volutamente sopra le righe, fedele allo spirito delle commedie anni ’90 che hanno lanciato Sandler.

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