ROMA – Dopo il grande successo del primo film nel 1992, Whoopi Goldberg è tornata nei panni della carismatica Deloris Van Cartier con “Sister Act 2 – Più svitata che mai”, uscito nelle sale nel 1993 e in onda su Rai 1 questa sera alle 21.30. Diretto da Bill Duke, questo secondo capitolo cerca (stendando non poco) di replicare l’alchimia vincente del predecessore, spostando l’azione dalla vita monastica a un contesto scolastico altrettanto in crisi. Sequel di una commedia diventata cult, Sister Act 2 prova a mescolare ancora una volta – forse in modo evitabile – musica, impegno sociale e comicità, mantenendo in un certo qual modo intatto lo spirito scanzonato del primo film. Ma il cambio d’ambientazione e l’introduzione di nuovi personaggi ne modificano il tono, rendendolo più corale e meno focalizzato sul personaggio di Goldberg.
Trama: una suora (finta) tra i banchi di scuola
Dopo aver lasciato il convento, Deloris Van Cartier ha ripreso la sua carriera da cantante a Las Vegas. Ma quando le suore della Saint Francis Academy la contattano per chiedere aiuto, si ritrova di nuovo coinvolta in una situazione fuori dall’ordinario. La loro scuola cattolica, situata in un quartiere difficile di San Francisco, è in crisi e rischia di essere chiusa a causa di scarsi risultati e mancanza di fondi.
Per cercare di risollevare l’istituto, Deloris torna sotto copertura nei panni di Suor Maria Claretta e assume l’incarico di insegnare musica a una classe di studenti problematici. Inizialmente accolta con diffidenza, riesce pian piano a coinvolgere i ragazzi e a far emergere il loro potenziale attraverso il canto.
Con l’obiettivo di motivarli e dare visibilità alla scuola, decide di formare un coro e iscriverlo a un concorso statale. Tra difficoltà disciplinari, ostacoli burocratici e tensioni familiari, i ragazzi imparano a credere in sé stessi e a lavorare insieme, riscoprendo passione e senso di appartenenza. Il risultato sarà una trasformazione collettiva, guidata dalla forza della musica.
Temi e stile: tra didattica e spirito gospel
Rispetto al primo capitolo, incentrato sulla collisione tra vita mondana e religiosa, Sister Act 2 si sposta su temi più sociali ed educativi. Il film affronta questioni come l’istruzione nelle periferie, la fiducia tra adulti e adolescenti, e l’importanza dell’espressione artistica come strumento di emancipazione. Il tono rimane leggero e scanzonato, ma se a tratti il sequel sembra una forzatura, alcune sequenze musicali, tra gospel, soul e arrangiamenti corali, sono senz’altro il cuore pulsante del film. In particolare, la performance finale del coro – un medley di “Joyful, Joyful” con elementi hip hop – è una delle scene più ricordate, anche a distanza di trent’anni.
Cast e curiosità
Accanto a Whoopi Goldberg e alla già citata Lauryn Hill – futura voce dei Fugees – il cast include Kathy Najimy, Maggie Smith, Wendy Makkena e Sheryl Lee Ralph, oltre a una giovane Jennifer Love Hewitt in un ruolo minore. Il film è liberamente ispirato alla storia vera di Iris Stevenson, insegnante di musica afroamericana della Crenshaw High School di Los Angeles, anche se la sceneggiatura non ne fa un adattamento diretto. All’uscita, Sister Act 2 non ottenne affatto lo stesso entusiasmo del suo predecessore. La critica fu divisa: alcuni lodarono la carica positiva e le interpretazioni giovanili, altri evidenziarono una struttura narrativa prevedibile e un calo di brillantezza rispetto al primo episodio. Con il tempo, tuttavia, anche Sister Act 2 ha acquisito lo status di film cult, soprattutto tra il pubblico afroamericano e tra gli appassionati di musical, specie anche grazie alla presenza di Lauryn Hill.
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