ROMA – Una birra talmente buona da diventare un problema, una promessa fatta con leggerezza, un matrimonio appeso a un filo. 100 litri di birra parte da un’idea semplice – e da una tradizione tutta finlandese – per costruire una commedia grottesca e irresistibile, che ha già conquistato il pubblico nei festival e che si prepara ora a fare lo stesso anche nelle sale italiane. Nel film, Taina e Pirkko sono due sorelle un po’ svampite, ma con un talento fuori dal comune: preparano uno dei migliori sahti della Finlandia, una birra artigianale forte e aromatizzata al ginepro. Quando promettono di prepararne 100 litri per un matrimonio di famiglia, riescono a superarsi. Il problema? Finiscono per berli tutti da sole, scatenando una serie di disavventure comiche e disperate, nel tentativo di rimediare al disastro, recuperare altra birra e salvare la loro reputazione.
A raccontarci il film sono stati Teemu Nikki, regista e autore con un tocco unico tra realismo e assurdo, e le due attrici protagoniste Elina Knihtilä e Pirjo Lonka, perfette nei ruoli di Taina e Pirkko. L’incontro svela il cuore del progetto: l’idea nasce dalla volontà di partire da una tradizione radicata, come quella del sahti fatto in casa, per esplorare dinamiche umane profondamente riconoscibili. Il film si muove con leggerezza tra toni surreali e momenti di sincera tenerezza, in un equilibrio che Nikki ha già dimostrato di padroneggiare in tutto il suo universo creativo – un universo fatto di corti, serie e lungometraggi capaci di raccontare l’anomalia con umanità e ironia. Con una messa in scena essenziale, dialoghi brillanti e due protagoniste che fanno scintille, 100 litri di birra è una storia di fallimenti, affetti e piccoli grandi disastri quotidiani. E dietro l’umorismo esplosivo, c’è anche uno sguardo affettuoso verso chi, pur sbagliando, cerca di dare il meglio di sé.
- VIDEO | Guarda qui la nostra intervista a Teemu Nikki, Elina Knihtilä e Pirjo Lonka:





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