SANREMO – La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, si sa, è la più attesa dal pubblico: quella delle Cover. Una serata a sé, con classifica annessa che però non sposta di un millimetro la gara. C’è chi lascia il segno e chi lascia solo il microfono acceso. C’è chi osa e vince, chi si rifugia nella comfort zone, chi viene salvato dall’amico famoso di turno o direttamente dal parente con tanto di pedigree artistico. Carlo Conti va “all in” e punta tutto: o la va, o la spacca. Ad aprire le danze ci pensa il vero jolly del Festival: Laura Pausini. Direttamente dall’ingresso esterno del Teatro Ariston, con un medley dei suoi successi più amati, manda in estasi la folla alle transenne e alza subito l’asticella. Tra omaggi sentiti, duetti improbabili e revival dichiarati, il palco si trasforma nello scenario più imprevedibile d’Italia. Vediamo allora chi sono i promossi, i rimandati e i miracolati della serata.
Elettra Lamborghini e Las Ketchup, “Aserejé”
E’ stato uno dei tormentoni dell’estate del 2002 e ancora oggi, se si nomina Las Ketchup, scatta il balletto con Aserejé. Energia, colore e ritmo non mancano, ma resta l’effetto karaoke da villaggio vacanze.
Voto 5
Eddie Brok e Fabrizio Moro, “Portami Via”
Moro ci mette l’anima, Eddie perde il passo. Il titolo dice tutto: “Portami via…”, sì, dalla classifica.
Voto 4
Mara Sattei e Mecna, “L’ultimo bacio”
Brano delicato, raffinato, pieno di sfumature e non semplice da eseguire. Lei lo canta bene, ma l’effetto finale è come un profumo leggerissimo: gradevole ma dopo un’ora non ti ricordi più quale fosse.
Voto 5
Patty Pravo e Timofej Andrijashenko, “Ti lascio una canzone”
La Patty gioca un altro campionato, iconica per decreto ministeriale. Più che un’esibizione, un’esperienza mistica. L’ipnosi è da regolamento?
Voto 6 (politico)
Levante e Gaia, “I maschi”
Affilano le note di uno dei brani più famosi di Gianna Nannini con originalità e sensualità. Sguardi e balletti ammiccanti fanno salire le temperature con tanto di finale al bacio.
Voto 8
Bambole di Pezza e Cristina d’Avena, “Occhi di Gatto”
Con un’ondata di rock trasformano Cristina d’Avena in una fan cresciuta a pane e Led Zeppelin. Nessuno era pronto, L’Ariston in delirio, tutti in piedi. Occhi di gatto un altro colpo è stato fatto!
Voto 8
Dargen D’Amico e Pupo, “Su di Noi”
Rilettura originale e sorprendente di un classico. Mondi lontani che si incontrano e, contro ogni previsione, si capiscono. Interessante esperimento riuscito a metà ma con personalità.
Voto 6
Tommaso Paradiso e Stadio, “L’ultima luna”
Omaggio elegante a Lucio Dalla. Nostalgia ben dosata, zero polvere. Il vintage funziona sempre, specie se sai stirarlo bene.
Voto 7
Michele Bravi e Fiorella Mannoia, “Domani è un altro giorno”
Interpretazione ambiziosa, anche qui con un omaggio ad una grande artista come Ornella Vanoni. Fiorella con esperienza e intensità, prende per mano Micky e lo porta sano e salvo alla sufficienza. Tutor d’eccezione.
Voto 6
Malika Amane e Claudio Santamaria, “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
Cinema e musica si incontrano. Idea intrigante, ma Malika da sola avrebbe fatto più danni emotivi e noi eravamo pronti a soffrire.
Voto 7
Tredici Pietro con Galeffi Fudusca Band e G, “Vita”
A sorpresa sbuca dalle scale Gianni Morandi e parte l’ovazione… per lui, ovviamente. Però diciamolo con un’assicurazione sulla vita così al fianco, però, è difficile cadere. Strategia previdente.
Voto 6
Fulminacci e Francesca Fagnani, “Parole, parole”
Fulminacci che belva si sente? Gioca la carta Fagnani ma non basta, poca musica e tante parole. Appunto: parole, parole, parole.
Voto 6
LDA e Aka 7 con Tullio De Piscopo, “Andamento lento”
Si lasciano guidare dalla maestria di De Piscopo. Effetto “montepremi inaspettato”.
Voto 7
Maria Antonietta e Columbre con Brunori Sasa, “Il mondo”
“Gira il mondo gira nello spazio senza confini” e per un attimo sembrava che riuscissero a far decollare davvero questa perla di Jimmy Fontana. Ci hanno provato, peccato che poi non hanno spiccato il volo.
Voto 6
J-Ax e la Country Fam, “La vita è bela”
Ha la capacità di non annoiare mai. Lo zio dimostra originalità e intelligenza – non artificiale. Il suo linguaggio è unico, proprio come lui, e ci ricorda che la vita è bela!
Voto 7
Ditonellapiaga e Tony Pitony, “The lady is a trump”
Il piatto del giorno, o meglio della serata. Servono un gustoso e saporito charleston che sazia di show, carisma e musica tutti.
Voto 8
Serena Brancale e Gregory Porter, “Bésame Mucho”
Atmosfera da tango sotto le stelle. Voce calda, sensualità senza sforzo. Corazón che batte
Voto 7
Raf e The Kolors, “The riddle”
Anni ’80 dichiarati e rivendicati. Precisi, puliti, ma il segno resta leggero come l’eyeliner dopo la mezzanotte.
Voto 6
Sayf, Mario Biondi e Alex Britti, “Hit the road Jack”
Con una full session di swing e blues regalano davvero un bel momento di musica. Sayf rivelazione. Britti e Biondi, versione Blues Brothers, si divertono sul serio. E noi con loro. Bravi!
Voto 7
Francesco Renga e Giusy Ferreri, “Ragazzo solo, ragazza sola”
Bussola smarrita in mare aperto. Rotta da ritrovare.
Voto 5
Arisa e Coro del Teatro Reggio, “Quello che le donne non dicono”
Trasforma l’Ariston in pura poesia cantando un manifesto sulle donne.
Le luci si abbassano, la voce sale e anche il “pelometro”. Brividi.
Voto OLTRE
Samuray Jay, Belen Rodriguez e Roy Paci, “ Baila Morena”
Finalmente sappiamo chi organizza i festini bilaterali di Sanremo.
Voto 5
Sal da Vinci e Michele Zarrillo, “Cinque giorni”
Lo zio che vive all’estero e ti dedica la canzone al tuo matrimonio. Per fortuna Zarrillo salva tutto e insaporisce il pezzo di Sal.
Voto 7
Fedez e Masini e Hauser, “ Meravigliosa Creatura”
Ci sta la “sviolinata” per Gianna Nannini. Il duo Masini- Fedez funziona ma occhio a non abusare troppo della solita formula.
Voto 6
Ermal Meta e Durdust, “Golden Hour”
L’inglese zoppica, la voce no. Compensa con mestiere e presenza. Sufficienza portata a casa con professionalità.
Voto 6
Nayt e Joan Thiele, “La canzone dell’amore perduto”
Giovani e già malinconici. A Sanremo i fiori devono sbocciare, non appassire.
Voto 5
Luchè e Gianluca Grignani, “Falco a metà”
Un sorprendente Grignani fa spiccare il volo sull’Ariston a Luchè. Il falco va…
Voto 7
Chiello e Saverio Cigarini, “Mi sono innamorato di te”
Si apprezza lo sforzo, l’impegno e il ricordo a Tenco, ma la strada per la sufficienza è ancora lontana.
Voto 4
Leo Gassmann e Aiello, “Era già tutto previsto”
Pezzo da maneggiare con i guanti bianchi. Loro lo fanno con sensibilità ed eleganza. Forse l’urlo finale di Gassamann si poteva evitare o magari con Aiello era già tutto previsto
Voto 7
Il verdetto finale: La serata si è conclusa con la vittoria di Ditonellapiaga e Tony Pitony: due nomi che, con originalità, talento e un pizzico di audacia, hanno saputo giocare al meglio le loro carte puntando su personalità e spettacolo. Fiches al centro, applausi in piedi e partita chiusa. Les jeux sont fait!
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