in

TOP CORN | Perché dovete assolutamente recuperare The Woman Who Left

Poetico, duro, illuminante: in streaming il film del regista filippino, Leone d’oro a Venezia

Charo Santos-Concio in una scena di The Woman Who Left.

MILANO – La verità? Il tempo non incide sulle scelte artistiche del filippino Lav Diaz, vincitore del Leone d’oro alla Mostra di Venezia (a sorpresa) con The Woman Who Left – ora lo trovate in streaming su CHILI – perché ciò che conta per lui sono spazio, natura, umanità. Nel suo film, ispirato a uno dei Racconti per contadini di Lev Tolstoj (Dio vede la verità ma non la rivela subito, in Italia trovate il libro edito da Mimesis), dalla durata di 226 minuti, viene registrato il sentimento di paura e paranoia che ha caratterizzato Manila nel 1997, al tempo capitale asiatica dei rapimenti. Quello del regista è un punto di vista universale, contestualizzato nella drammaticità globale di quell’anno, segnato mediaticamente dalle morti di Lady D e di Madre Teresa di Calcutta.

Una scena del film.

Ma è anche il racconto privato e sconvolgente di Horacia Somorostro (la memorabile Charo Santos-Concio), detenuta innocente per trent’anni che, una volta discolpata di un delitto che non ha mai commesso e uscita di galera, vuole vendicarsi del signorotto Rodrigo Trinidad, l’uomo che la incastrò. Si troverà però all’interno di una realtà nella quale non potrà fare a meno di far emergere la sua straordinaria misericordia, l’infinita dolcezza di donna a cui la vita ha tolto tutto ma a cui ha insegnato a soccorrere chi è in difficoltà e aiutare il prossimo. Insegnando, raccontando.

Un’altra immagine.

Tutto intorno a lei, le Filippine diventano un grido di aiuto da parte di sfruttati, umiliati, oppressi, “poveri cristi”: travestiti in preda a crisi epilettiche, venditori gobbi di uova con pulcino dentro, preti che vorrebbero indirizzare le anime perse verso un futuro migliore. E Horacia, di giorno una Madre Teresa che offre la sua bontà e di notte incappucciato maschietto vendicatore, è il cuore pulsante di un film popolare nel senso più stretto del termine, che con il suo sfolgorante bianco e nero accende la luce negli angoli più disperati del pianeta, evitando però commiserazioni e piagnistei pauperistici.

Un altro momento di The Woman Who Left.

The Woman Who Left è una lente d’ingrandimento sugli individui ai margini della sopravvivenza, un revenge movie alla ricerca di un respiro profondo, uno sguardo immersivo di quasi quattro ore, lineare e per nulla criptico, spesso poetico, musicale, colto, come, per esempio, nella scena del canto a due voci tra Horacia e la fragile Hollanda, sulle note di Sunrise, Sunset de Il violinista sul tetto e di West Side Story. Lav Diaz presentò così il film alla prima veneziana: «Nessuno di noi capisce davvero la vita. Questa è una delle verità fondamentali dell’esistenza. Alcuni di noi riescono a sentire che c’è una continuità, che le cose che facciamo possano essere collegate, ma più spesso siamo succubi e travolti dalla casualità degli eventi».

Volete vedere The Woman Who Left? Lo trovate su CHILI

  • Qui sotto potete vedere il trailer del film: 

Lascia un Commento

Molto più di un sequel? Sì. Perché dovete vedere The LEGO Movie 2

Jane Eyre, Charlotte Gainsbourg e la storia vera di un’eroina moderna